Cassazione Penale, Sentenza n. 28779/2026 del 29/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (indagato)
La controversia
Il ricorrente contestava il sequestro probatorio di due telefoni cellulari rinvenuti al momento del suo arresto in flagranza per detenzione di sostanza stupefacente. Deduceva, con un unico motivo, l'abnormità della decisione impugnata, l'erronea applicazione della legge processuale per avere il sequestro riguardato dispositivi già acquisiti nell'ambito di altro procedimento, la violazione del principio di proporzionalità in materia di sequestro reale, il carattere meramente esplorativo del provvedimento e vizi motivazionali del decreto di convalida e dell'ordinanza del tribunale del riesame. Sosteneva inoltre che mancassero indicazioni specifiche sulla delimitazione temporale dei dati da acquisire, sui criteri di selezione e sulla necessità di un sequestro onnicomprensivo. Il pubblico ministero aveva chiesto il rigetto.
La decisione
La Corte ha ritenuto non fondata la censura relativa allo stralcio del procedimento e alla formazione di un autonomo fascicolo di indagine, escludendo che l'attività investigativa fosse meramente esplorativa, poiché diretta a individuare i fornitori della droga e delle armi. Ha invece accolto il ricorso nella parte relativa alla violazione dei canoni di proporzionalità e congruità del sequestro probatorio dei cellulari: il decreto di convalida e l'ordinanza del riesame non indicavano alcuna perimetrazione temporale dei dati, né criteri guida selettivi, così consentendo un accesso indiscriminato e massivo a tutte le informazioni memorizzate nei dispositivi. Per tale ragione la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di convalida del sequestro emesso dal pubblico ministero.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
richiamato per la sintesi del motivo di ricorso nei limiti consentiti in sede di legittimità
art. 125 c.p.p.
evocato indirettamente nel riferimento ai vizi motivazionali del provvedimento
art. 354 c.p.p.
non espressamente indicato nel testo, ma la vicenda riguarda un sequestro probatorio con convalida del pubblico ministero
art. 247 c.p.p.
richiamato in via implicita dalla disciplina del sequestro probatorio di dati contenuti in dispositivi informatici
art. 253 c.p.p.
norma di riferimento per il sequestro probatorio, applicata secondo i canoni di necessità e proporzionalità
art. 256 c.p.p.
rilevante per la convalida del sequestro operato in sede di indagini preliminari
Massime di principio
- Nel sequestro probatorio di dati contenuti in dispositivi informatici o telematici, il provvedimento deve consentire una verifica effettiva della proporzionalità della misura già nella fase genetica, non potendo limitarsi a una generica affermazione di pertinenzialità del bene alle indagini.
- È illegittimo il sequestro di smartphone o altri dispositivi digitali quando la motivazione non esplicita criteri guida, ambiti di ricerca o una perimetrazione temporale delle informazioni da acquisire, perché ciò determina un accesso indiscriminato e massivo ai dati memorizzati.
- Non è necessario che il decreto indichi rigidamente 'parole chiave' o criteri tecnici assoluti, ma deve comunque individuare modalità di selezione mirata e non eccedente, coerenti con l'oggetto dell'indagine e idonee a evitare acquisizioni meramente esplorative.
- La mera apertura di un autonomo fascicolo di indagine non è di per sé esplorativa se l'attività investigativa è finalizzata a individuare autori di reati perseguibili d'ufficio emersi dai fatti già accertati.
- Nel bilanciamento tra esigenze investigative e riservatezza, il sequestro di dati digitali richiede una motivazione specifica e concreta, non essendo sufficiente il solo riferimento alla possibile utilità probatoria del contenuto del dispositivo.
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