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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3041/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna (7 mesi di arresto e 3.000 euro di ammenda) per gestione illecita di rifiuti (art. 256 d.lgs. 152/2006) e violazioni in materia di sicurezza sul lavoro (art. 55 d.lgs. 81/2008). Il ricorrente deduceva: 1) prescrizione dei reati maturata prima della sentenza impugnata; 2) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.); 3) vizio di motivazione per non aver riconosciuto la natura di deposito temporaneo dei rifiuti e insufficiente prova sul reato di cui al capo 3 per mancata esibizione del DVR. Sono stati depositati anche motivi aggiunti che ribadivano le stesse doglianze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i reati contestati siano di natura permanente (deposito incontrollato di rifiuti e omissioni in materia di sicurezza) e che non risultino elementi per ritenere cessata la condotta prima del 27/02/2024 (la tipografia era stata sequestrata il 27/02/2019). Ha confermato che l'onere di provare la liceità del cosiddetto deposito temporaneo grava sul produttore dei rifiuti, e che l'assenza di registro di carico e scarico e di contratto con ditta autorizzata rende inidonea la tesi difensiva. Ha inoltre escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis per la non occasionalità e la gravità delle violazioni; ha ricordato i limiti del sindacato di cassazione (impossibilità di rivedere le valutazioni di merito). Per l'inammissibilità imputabile al ricorrente ha condannato quest'ultimo al pagamento delle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale)

    Il deposito incontrollato di rifiuti integra un reato di natura permanente; il deposito temporaneo lecito è eccezionale e il produttore deve dimostrarne i requisiti (registri, finalità di trasporto a impianto di recupero/smaltimento).

  • d.lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro)

    art. 55; art. 29, comma 4

    L'omessa informazione/formazione e la mancata redazione/conservazione del DVR costituiscono violazioni di natura permanente fino all'adempimento; il DVR deve essere conservato presso l'unità produttiva.

  • Codice Penale

    La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) non si applica se la condotta è non occasionale e l'offesa non era di particolare tenuità al momento del fatto; il comportamento successivo può essere valutato ma non basta da solo a rendere tenue l'offesa.

  • Codice di Procedura Penale

    Limiti del sindacato di legittimità: la Cassazione controlla la coerenza logica e la motivazione del giudice di merito ma non può rivedere le valutazioni di fatto o rieditare il materiale probatorio; art.616 disciplina le conseguenze della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • Legge 103/2017

    Consente, in casi di inammissibilità del ricorso per colpa del ricorrente, di aumentare la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p. oltre il massimo edittale, valutando l'entità della colpa.

Massime di principio

  • Il deposito incontrollato di rifiuti è reato permanente: la prescrizione decorre dalla cessazione effettiva della condotta (smaltimento, recupero, sequestro o sentenza) e non può essere agevolmente dedotta in Cassazione se richiede accertamenti di fatto.
  • L'onere di provare che si tratta di un 'deposito temporaneo' lecito grava sul produttore dei rifiuti; in assenza di registro di carico/scarico e di contratto con impresa autorizzata, la tesi difensiva è debole.
  • Le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro (omessa formazione/informazione e mancata adozione del DVR) hanno natura permanente fino all'adempimento; il DVR va conservato presso l'unità produttiva.
  • In materia di art. 131-bis, le azioni riparatorie successive possono essere valutate, ma non possono da sole trasformare in particolare tenuità un'offesa che al momento della commissione era significativa e non occasionale.
  • La Cassazione è limitata a sindacare la coerenza logica e la motivazione delle decisioni di merito; non è ammessa una rilettura libera delle prove o nuove valutazioni di fatto in sede di legittimità.
  • La presentazione di ricorsi inammissibili per colpa può comportare oneri di spese e l'obbligo di versamento a favore della Cassa delle Ammende, anche con aumenti previsti dalla normativa.

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