Cassazione Penale, Sentenza n. 32371/2025 del 01/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva l'ostensione della documentazione contenuta nel fascicolo relativa alla proroga del regime dell'art. 41-bis (D.M. 7/2/2023). Il D.A.P. aveva negato l'accesso ritenendo che gli atti contenessero informazioni la cui conoscenza avrebbe potuto compromettere l'attività di repressione e prevenzione della criminalità; il Magistrato di sorveglianza aveva respinto il reclamo e il Tribunale di Sorveglianza di Sassari aveva poi rigettato il reclamo del detenuto. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 41-bis e sosteneva che la tardiva risposta del D.A.P. gli avesse impedito di impugnare tempestivamente il D.M. del 7/2/2023; inoltre rilevava che l'interesse all'accesso permaneva perché il regime a cui era sottoposto era rimasto invariato e le stesse informative erano state riproposte nel successivo D.M. del 4/2/2025.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Il giudice ha ritenuto che l'oggetto del reclamo fosse il diniego di accesso ai documenti (non l'impugnazione diretta del decreto di proroga) e che, nel frattempo, il decreto del 7/2/2023 fosse stato sostituito dal successivo decreto del 4/2/2025, facendo venire meno l'interesse attuale e concreto del ricorrente ad impugnare il provvedimento di diniego. La decisione ha richiamato il principio secondo cui l'interesse ad impugnare deve essere immediato, concreto e attuale (Sez. U., n. 6624/2011 Marinaj). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 41-bis Ordinamento penitenziario
Indicato come il regime speciale oggetto delle proroghe; la pronuncia non interpreta il testo normativo ma si riferisce alla documentazione e alle proroghe adottate ai sensi di tale disciplina.
Decreto ministeriale 7/2/2023 (provvedimento di proroga)
Atto amministrativo impugnato indirettamente: la Corte osserva che, essendo stato sostituito da un successivo decreto, l'interesse specifico connesso a quel decreto è venuto meno rispetto al ricorso contro il diniego di accesso.
Decreto ministeriale 4/2/2025 (successivo provvedimento di proroga)
Provvedimento che ha determinato la sopravvenuta carenza d'interesse del ricorrente rispetto al diniego di ostensione dei documenti relativi al decreto precedente.
Giurisprudenza: Sez. U., n. 6624 del 27/10/2011 (Marinaj)
Principio richiamato: l'interesse ad impugnare nella materia penale va valutato in chiave utilitaristica (finalità negativa di rimuovere uno svantaggio o positiva di ottenere una decisione più vantaggiosa) e può essere sopraggiunta la carenza d'interesse per mutata situazione di fatto o diritto.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 7049 del 2025 (Mennetta)
Richiamata come precedente analogo in cui è stata esclusa la permanenza dell'interesse del detenuto ad impugnare il diniego di accesso a documenti relativi a proroga del 41-bis quando il decreto impugnato era stato dichiarato inammissibile o supplantato.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 4599/2004 (Zara)
Citata dal ricorrente come precedente favorevole ma riguardava l'impugnazione diretta del decreto di proroga (non il diniego di accesso) e perciò non risultata applicabile al caso concreto.
Massime di principio
- L'interesse ad impugnare in materia penale richiede un'utilità concreta, immediata e attuale; se la situazione di fatto o di diritto muta sopraggiungendo (es. il decreto impugnato viene sostituito), l'interesse può venire meno.
- Impugnare il diniego di accesso ai documenti è diverso dall'impugnare direttamente il decreto di proroga: la perdita di efficacia del decreto può rendere privo di interesse il ricorso avverso il diniego di ostensione.
- La semplice permanenza soggettiva del regime (es. 41-bis tuttora applicato) non è di per sé sufficiente a conservare l'interesse ad impugnare un diniego di accesso riferito a un provvedimento ormai sostituito; occorre valutare la relazione temporale e l'utilità concreta dell'impugnazione.
- La tardiva risposta dell'amministrazione può avere rilievo fattuale ma non garantisce automaticamente la conservazione dell'interesse all'impugnazione; è preferibile impugnare tempestivamente il decreto che dispone la misura quando possibile.
- Quando gli atti contengono informazioni sensibili per la sicurezza pubblica, l'amministrazione può legittimamente negare l'ostensione e il sistema prevede comunque rimedi giurisdizionali distinti (es. reclami ad altri organi competenti).
- Per preservare la tutela giurisdizionale è opportuno distinguere e, se necessario, impugnare sia il provvedimento amministrativo (decreto di proroga) sia le eventuali decisioni negative sull'accesso agli atti, senza rinviare eccessivamente.
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