Cassazione Civile, Sentenza n. 04932/2026 del 05/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato l'occupazione senza titolo di porzioni dell'immobile sito in Napoli (Via S. Cosmo Fuori Porta Nolana n. 44) a carico di vari convenuti, compresi Pisani e De Angelis, e aveva rigettato la domanda di indennità avanzata da CDP. Le questioni principali erano: 1) l'opposizione dei convenuti fondata sull'acquisto per usucapione delle singole unità occupate (con conseguente disputa sul riparto dell'onere della prova in azione di rivendicazione); 2) la prova del titolo di CDP derivante dal d.m. 21.07.2003 e la necessità di produzione dell'Allegato contenente l'elenco dei beni; 3) l'efficacia interruttiva di varie missive e raccomandate ai fini del termine di usucapione; 4) la configurabilità del possesso ad usucapionem versus mera detenzione qualificata; 5) la domanda di indennità per occupazione sine titulo e l'onere di allegazione della concreta possibilità di esercitare il diritto di godimento perduto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale adesivo di Paduano; ha rigettato il ricorso principale di Pisani e De Angelis e gli altri ricorsi incidentali adesivi (tra cui quelli di Guarino e Palazzo) ritenendoli infondati o inammissibili rispetto ai profili di merito riguardanti l'usucapione e la valutazione delle prove di merito; ha invece accolto il ricorso incidentale proposto da CDP relativo al rigetto dell'istanza di indennità da occupazione. Sulla questione del titolo di proprietà, la Corte ha confermato che il d.m. 21.07.2003 ha natura normativa/secondaria e può essere assunto d'ufficio dal giudice (iura novit curia), quindi non era necessaria la produzione integrale dell'Allegato in atti. Quanto all'usucapione, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'Appello che aveva escluso l'acquisto a titolo originario per mancanza di prova del possesso ad usucapionem e avendo considerato idonee, tra le ragioni, le attività interruttive documentate; inoltre l'occupazione consapevole senza titolo ha reso irrilevante la presunzione dell'animus possidendi. Tuttavia la Cassazione ha ritenuto errata la motivazione che aveva rigettato la domanda risarcitoria di CDP senza considerare se, alla luce delle finalità istituzionali della societa' (art. 7, legge n.112/2002), l'occupazione potesse costituire danno in re ipsa alla stessa attribuibile; perciò ha cassato la sentenza limitatamente a questo profilo e ha rinviato alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame anche sulle spese processuali. Sono state altresì disposte le conseguenze procedurali sul contributo unificato ove dovuto.
Norme richiamate
art. 948 c.c.
Nell'azione di rivendicazione l'attore deve provare il proprio diritto; tuttavia l'onere probatorio può essere attenuato se il convenuto non contesta specificamente l'appartenenza del bene al dante causa dell'attore
art. 2697 c.c.
Principio generale sulla distribuzione dell'onere della prova: chi afferma un fatto ha l'onere di provarlo; applicato coniugato all'art. 948 c.c. nel giudizio di rivendicazione
d.m. 21.07.2003 (pubbl. G.U. 25.09.2003, n. 223)
Ritenuto atto secondario di natura normativa emanato in attuazione dell'art. 7 legge n.112/2002: il giudice può assumerne il contenuto d'ufficio (iura novit curia) senza che sia necessaria la produzione integrale in atti
art. 7 legge 15 maggio 2002, n. 112
Definisce le finalità istituzionali della societa' Patrimonio dello Stato (valorizzazione, gestione e alienazione del patrimonio): tali finalità possono essere rilevanti per valutare l'allegazione del danno derivante dall'occupazione
art. 832 c.c.
Tutela del diritto di proprietà, con riferimento alla perdita della possibilita' di godimento della cosa quale oggetto di protezione e fondamento del danno da occupazione
Cass. Sez. U., n. 33645 del 15.11.2022
Principio secondo cui il danno da occupazione sine titulo puo' costituire danno in re ipsa, purché la domanda risarcitoria e la domanda di tutela reale siano state formulate nella causa petendi; tuttavia è richiesta l'allegazione della concreta possibilita' di esercizio del diritto di godimento perduto, salvo che la natura/fin missione dell'attore renda l'allegazione implicita
art. 115 c.p.c.
Regole sul principio dispositivo e sull'assunzione del contenuto probatorio da parte del giudice; richiamato in relazione alla valutazione delle prove e del principio iura novit curia circa atti normativi pubblicati
Massime di principio
- In una rivendicazione la prova del diritto di proprietà grava in primo luogo sull'attore: tuttavia l'onere probatorio può essere attenuato se i convenuti non contestano specificamente l'appartenenza del bene al medesimo dante causa.
- Un atto secondario di natura normativa regolarmente pubblicato (es. d.m. che individua beni trasferiti) può essere conosciuto e applicato d'ufficio dal giudice (iura novit curia) senza necessità di produzione integrale da parte delle parti.
- L'opposizione fondata su usucapione non esonera il convenuto dall'onere di fornire prove idonee del possesso ad usucapionem; possesso oscuro, documentazione carente o riconoscimento dell'originaria appartenenza al medesimo dante causa rendono difficile l'accoglimento dell'usucapione.
- Le comunicazioni o missive stragiudiziali possono avere efficacia interruttiva ai fini del termine di usucapione se il giudice di merito le ritiene efficaci e ricevute; tuttavia anche la valutazione del complesso probatorio (lavori, residenza, utenze) rimane rimessa al giudice di merito.
- L'occupazione consapevole senza titolo ostacola la presunzione dell'animus possidendi e rende meno probabile il riconoscimento dell'usucapione.
- Per ottenere l'indennità/danno da occupazione sine titulo il proprietario deve allegare la concreta possibilita' di esercitare il diritto di godimento perduto; tuttavia, quando il proprietario ha finalità istituzionali o pubbliche (es. gestione/valorizzazione del patrimonio statale), il giudice deve valutare se l'occupazione configuri per sé un danno in re ipsa e, se necessario, riesaminare la questione di merito.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- Sentenza civile · 5 mar 2026Cassazione Civile, Sentenza n. 05010/2026 del 05/03/2026
- Sentenza civile · 5 mar 2026Cassazione Civile, Sentenza n. 04937/2026 del 05/03/2026
- Sentenza civile · 5 mar 2026Cassazione Civile, Sentenza n. 04940/2026 del 05/03/2026
- Sentenza civile · 5 mar 2026Cassazione Civile, Sentenza n. 04964/2026 del 05/03/2026
- Sentenza civile · 5 mar 2026Cassazione Civile, Sentenza n. 04966/2026 del 05/03/2026
- Sentenza civile · 5 mar 2026Cassazione Civile, Sentenza n. 04967/2026 del 05/03/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →