Sentenza del 07/08/2019 n. 21078 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
I contribuenti hanno impugnato gli avvisi di accertamento con cui il Comune richiedeva l'integrazione dell'ICI per l'anno 2007, oltre a sanzioni e interessi, determinando il valore dell'area edificabile sulla base dei valori indicati nel regolamento comunale ICI 2008 e di una perizia dell'Agenzia del Territorio. In Cassazione hanno contestato: la stima del valore venale mediante il criterio del valore di trasformazione; il mancato ordine di esibizione della documentazione comunale; l'applicazione retroattiva del regolamento ICI 2008; e l'applicazione delle sanzioni nonostante la dedotta incertezza sul valore dell'area.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché mirava a ottenere una diversa valutazione del merito e della stima, senza indicare un fatto decisivo omesso. Il secondo è stato dichiarato inammissibile perché l'ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. è discrezionale e la CTR aveva motivato ritenendo sufficienti le prove prodotte dal Comune. Il terzo è stato ritenuto infondato: i valori deliberati dal Comune per le aree edificabili, pur non essendo imperativi, possono costituire presunzioni e indici di valutazione del valore venale, anche con efficacia retroattiva. Il quarto è stato dichiarato inammissibile perché la richiesta di disapplicazione delle sanzioni per assenza di colpa non era stata esaminata in precedenza né dedotta tempestivamente in appello. I ricorrenti sono stati condannati alle spese, liquidate in 1.700 euro oltre accessori, e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5
Il valore delle aree fabbricabili ai fini ICI deve essere individuato in relazione al valore venale in comune commercio, tenendo conto delle caratteristiche concrete dell'area.
D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 52 e 59, lett. g)
Riconosce agli enti locali il potere di determinare, anche per zone omogenee e periodicamente, valori di riferimento delle aree edificabili. Tali valori delimitano il potere di accertamento quando l'imposta sia versata per un importo non inferiore a quello predeterminato e possono fungere da indici presuntivi di valutazione.
D.Lgs. n. 267 del 2000
La sentenza richiama il trasferimento alla giunta comunale del potere di determinare periodicamente i valori venali delle aree fabbricabili.
D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 10, comma 4, e 14
Disciplinano gli obblighi dichiarativi e il regime sanzionatorio ICI. La Corte non ha esaminato nel merito l'assenza di colpa perché la relativa questione era nuova e non era stata tempestivamente proposta.
Legge n. 212 del 2000, artt. 1 e 3
Sono stati invocati dai contribuenti contro l'applicazione retroattiva del regolamento comunale, ma la censura è stata respinta poiché i valori regolamentari sono stati considerati meri elementi presuntivi e non una nuova imposizione retroattiva.
Art. 210 c.p.c.
L'ordine di esibizione è un potere discrezionale del giudice di merito; la mancata ammissione può essere censurata in Cassazione solo se manca completamente la motivazione e il documento è decisivo.
Art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5
Il vizio di omesso esame riguarda l'omissione di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti, non consente di chiedere in Cassazione una diversa valutazione delle prove o della stima economica.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di rigetto del ricorso, impone il versamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, quando ne ricorrono i presupposti.
Massime di principio
- I valori delle aree edificabili stabiliti da un regolamento o da una delibera comunale possono essere utilizzati come parametri presuntivi per accertare l'ICI, anche con riferimento ad annualità precedenti, purché servano a stimare il valore venale e non introducano retroattivamente una nuova imposta.
- La presenza di un comparto edificatorio o di una destinazione edificabile può giustificare la valorizzazione fiscale dell'area anche se manca un piano attuativo approvato; tale circostanza può incidere sulla concreta quantificazione del valore, ma non esclude automaticamente l'edificabilità fiscale.
- In Cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione della perizia, dei prezzi di mercato o delle caratteristiche del terreno: occorre dimostrare un preciso errore di diritto oppure l'omesso esame di un fatto storico decisivo.
- La richiesta di acquisizione o esibizione di documenti non è automaticamente dovuta. È necessario indicare perché il documento sia decisivo e contestare tempestivamente la motivazione con cui il giudice ha ritenuto sufficienti gli elementi già prodotti.
- La contestazione delle sanzioni per assenza di colpa o obiettiva incertezza normativa deve essere formulata nei precedenti gradi di giudizio; se proposta per la prima volta in Cassazione, è normalmente dichiarata inammissibile.
- Chi intende contestare un accertamento sul valore di un'area edificabile dovrebbe produrre una stima alternativa concreta, documentare i vincoli urbanistici e la reale edificabilità e contestare analiticamente i criteri e i dati utilizzati dal Comune.
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