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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9190/2022 del 17/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello che, accogliendo l'appello della parte civile, ha riformato l'assoluzione di primo grado ritenendolo responsabile, ai soli fini civili, del reato di calunnia. I motivi dedotti in Cassazione sono: (i) vizio di legge per aver consentito in appello la rinnovazione istruttoria con acquisizione di documenti bancari, sostenendo che il ribaltamento dell'assoluzione avrebbe dovuto basarsi unicamente su nuova escussione di testi orali e che i documenti non costituivano novità né erano dirimenti; (ii) vizio di motivazione e violazione di legge per l'asserita incongruenza logica e la mancata confutazione puntuale delle argomentazioni del Tribunale che avevano portato all'assoluzione, nonché per l'insufficienza dell'argomento centrale usato dalla Corte d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la rinnovazione istruttoria in appello anche con acquisizione di documentazione bancaria, che ha colmato il vuoto probatorio indicato dal Tribunale circa l'incasso delle somme indicate nelle buste paga. Tale acquisizione ha reso incontroverso che l'Amico aveva percepito gli importi che egli aveva invece sostenuto non essere mai stati erogati, smentendo così il nucleo della sua denuncia. La Corte ha giudicato adeguata e rafforzata la motivazione della Corte di appello, che ha affrontato e superato i rilievi del primo giudice, e ha quindi confermato la ritenuta responsabilità civile per calunnia decisa in appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile liquidate in euro 3.510, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Codice penale - reato di calunnia (menzionato nella sentenza)

    La Corte di merito ha ritenuto sussistente, ai soli fini civili, il fatto di calunnia sulla base della dimostrazione che le somme indicate nelle buste paga erano state effettivamente incassate dall'imputato, smentendo la sua asserzione di falsità e la relativa denuncia.

  • Codice di procedura penale - regole sulla rinnovazione istruttoria in appello (menzionate implicitamente)

    La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile e corretta la rinnovazione istruttoria in appello anche mediante acquisizione di documenti, quando ciò colma un precedente vuoto probatorio decisivo per il giudizio e non vi sia doglianza argomentata contraria.

  • Principio giurisprudenziale della "motivazione rafforzata" per la riforma dell'assoluzione

    Per ribaltare un'assoluzione il giudice d'appello deve fornire una motivazione rafforzata che affronti e confuti le ragioni dell'assoluzione; nel caso la Corte d'appello ha fornito una valutazione puntuale e argomentata, ritenuta adeguata dalla Cassazione.

Massime di principio

  • La rinnovazione istruttoria in appello può comprendere anche l'acquisizione di documenti nuovi se questi colmano un vuoto probatorio decisivo emerso in primo grado.
  • Il semplice fatto che determinati documenti non fossero stati prodotti o chiariti in primo grado non impedisce alla Corte d'appello di valutarli se sono pertinenti e decisivi per il giudizio.
  • Per ribaltare un'assoluzione è necessaria una motivazione rafforzata che affronti punto per punto i rilievi del giudice di primo grado; se tale motivazione è puntuale e lineare, la revisione è ammissibile.
  • Se la nuova prova rende incontroversa la falsità dell'assunto difensivo originario (es. dimostrando l'avvenuto incasso di somme che erano state negate), essa può legittimare la ricostruzione opposta e la responsabilità civile per calunnia.
  • La parte soccombente in Cassazione può essere condannata al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dalla controparte nel grado, con liquidazione a discrezione del giudice.

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