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Parere

Parere n. 1329/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario proposto dalla signora -OMISSIS- contro il Ministero dell’interno per l’annullamento del decreto K10/723692/R del 30 aprile 2020 di respingimento della domanda di concessione della cittadinanza italiana.

Giustizia amministrativa202500856

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del decreto ministeriale di respingimento della domanda di concessione della cittadinanza italiana per ragioni attinenti alla sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell’interno che ha respinto la sua domanda di cittadinanza italiana presentata ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91 del 1992. L’unico motivo dedotto riguarda la violazione e l’errata applicazione degli articoli 6, comma 1, lettera c), e 8 della medesima legge. Secondo la ricorrente, il diniego sarebbe fondato esclusivamente sul rapporto coniugale stabile con il marito, cui sarebbero state attribuite condotte illecite soltanto presunte, e sulla possibilità meramente ipotetica che ella potesse agevolarlo nella commissione di reati. Ha inoltre dedotto la propria integrazione sociale ed economica e il completamento di un percorso di formazione personale e professionale. Il Ministero ha sostenuto la legittimità del diniego, richiamando elementi ostativi attinenti alla sicurezza della Repubblica emersi da atti riservati. Dopo un precedente parere interlocutorio, la Sezione ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti ministeriali sintetici sugli elementi dell’istruttoria e sulla reale classificazione dei documenti riservati, preservandone la riservatezza. All’esito del deposito della nota ministeriale, è rimasta da chiarire la riferibilità degli elementi informativi alla persona cui si riferiscono le ragioni ostative.

Il parere

La Sezione non ha ancora deciso né le questioni processuali né il merito del ricorso. Ha ritenuto di non poter esprimere allo stato il parere richiesto e ha sospeso l’adozione del parere, disponendo un ulteriore incombente istruttorio. Il Ministero dell’interno deve chiarire, entro trenta giorni dal ricevimento del parere e con modalità idonee a preservare la riservatezza delle informazioni, se le ragioni ostative di sicurezza nazionale poste a fondamento del diniego derivino da attività informativa conclusasi con elementi a carico della persona cui si riferiscono. Ogni decisione sul ricorso è espressamente impregiudicata.

Osservazioni

Ulteriore istruttoria sugli elementi di sicurezza nazionale

Il Ministero dell’interno deve chiarire se le ragioni ostative alla concessione della cittadinanza siano fondate su attività informativa conclusasi con elementi a carico della persona cui si riferiscono, mantenendo la riservatezza delle informazioni.

Termine per l’adempimento

L’amministrazione deve provvedere all’incombente istruttorio entro trenta giorni dal ricevimento del parere.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), legge n. 91/1992

    È la disposizione sulla cui base la ricorrente aveva presentato l’istanza di concessione della cittadinanza italiana.

  • art. 6, comma 1, lett. c), legge n. 91/1992

    È richiamato dalla ricorrente quale parametro asseritamente violato dal decreto di diniego.

  • art. 8, legge n. 91/1992

    È richiamato dalla ricorrente quale ulteriore parametro normativo del diniego di cittadinanza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la ricorrente e gli eventuali terzi.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, insieme all’art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante l’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario concernente un diniego di cittadinanza fondato su ragioni di sicurezza nazionale, il Consiglio di Stato può sospendere l’adozione del parere e disporre ulteriori acquisizioni istruttorie quando la relazione ministeriale richiami genericamente atti riservati senza consentire di comprendere, neppure in forma sintetica e riservata, la riferibilità degli elementi ostativi alla persona interessata.
  • La tutela della riservatezza degli atti informativi non esclude la necessità di acquisire dal Ministero una rappresentazione sintetica degli elementi rilevanti e della loro riferibilità soggettiva, secondo modalità idonee a preservare la classificazione e la segretezza delle informazioni.
  • Quando il parere interlocutorio dispone specifici incombenti istruttori, il successivo parere può sospendere nuovamente la decisione se gli elementi acquisiti non consentono ancora di chiarire un profilo essenziale della motivazione del provvedimento impugnato.

Diniego di cittadinanza per ragioni di sicurezza nazionale

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una cittadina straniera contro il Ministero dell’interno per l’annullamento del decreto con cui è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana. L’istanza era stata presentata ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91 del 1992.

Vicenda amministrativa

La domanda era stata presentata il 12 ottobre 2017. Il Ministero dell’interno ha adottato il decreto di diniego il 30 aprile 2020, notificato il 5 novembre 2020, ritenendo prevalente l’esigenza di salvaguardia della sicurezza nazionale rispetto all’interesse della richiedente. Il diniego era collegato a elementi ostativi riguardanti la sicurezza della Repubblica riferiti al coniuge della richiedente.

Motivo del ricorso

La ricorrente ha dedotto la violazione e l’errata applicazione degli articoli 6, comma 1, lettera c), e 8 della legge n. 91 del 1992. Ha sostenuto che l’amministrazione avrebbe fondato il diniego soltanto sul rapporto coniugale stabile con il marito, cui sarebbero state attribuite condotte illecite non provate, e su una mera ipotesi di possibile agevolazione nella commissione di reati. Ha inoltre evidenziato la propria integrazione nel tessuto sociale ed economico e il completamento di un percorso di formazione personale e professionale.

Posizione del Ministero

Nella relazione trasmessa al Consiglio di Stato, il Ministero ha chiesto il rigetto del ricorso, riferendo che l’istruttoria, svolta anche sulla base di atti qualificati come riservati, aveva fatto emergere elementi ostativi attinenti alla sicurezza della Repubblica.

Attività istruttoria della Sezione

Con il parere interlocutorio n. 581 del 31 marzo 2026, la Sezione ha chiesto al Ministero, con modalità idonee a preservare la riservatezza, di illustrare sinteticamente gli elementi emersi nell’istruttoria e di precisare la reale classificazione dei documenti indicati nella relazione ministeriale come “riservati”. La nota è stata depositata in forma riservata il 9 aprile 2026.

Valutazione interlocutoria

Dopo l’esame della documentazione acquisita, la Sezione ha ritenuto di non poter ancora esprimere il parere richiesto. È necessario che il Ministero chiarisca se le ragioni ostative di sicurezza nazionale poste a fondamento del diniego derivino da attività informativa conclusasi con elementi a carico della persona cui tali ragioni si riferiscono.

L’incombente deve essere eseguito entro trenta giorni dal ricevimento del parere, mantenendo ferma la riservatezza delle informazioni.

Esito

Il parere è interlocutorio. La Sezione ha sospeso l’adozione del parere e ha disposto il nuovo adempimento istruttorio, lasciando impregiudicata ogni decisione in rito e nel merito sul ricorso straordinario.

Protezione dei dati personali

Il dispositivo dispone l’oscuramento delle generalità della ricorrente e di ogni altro dato idoneo a identificare la parte o eventuali terzi, richiamando l’art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 196 del 2003 e l’art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679, a tutela dei diritti e della dignità degli interessati.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaIncompetenzaLegittimazione e interesse a ricorrere

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