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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27218/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro che aveva annullato l'ordinanza del GIP del 26/10/2020 disponente la custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Davoli per il duplice omicidio di Giovanni Torcasio e Cristian Matarasso. Il ricorso lamenta violazione e errata applicazione dell'art. 192, commi 3 e 4, c.p.p., nonché vizio di motivazione nella valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori (in particolare Gennaro Pulice e le chiamate in reità/de relato), sostenendo che il Tribunale abbia ingiustificatamente escluso il valore di riscontro delle dichiarazioni convergenti e intrinseche affidabili.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato il ragionamento del Tribunale della Libertà per avere omesso una corretta valutazione degli elementi di riscontro e per non aver applicato i criteri giurisprudenziali in materia di chiamate in correità e dichiarazioni de relato. La decisione impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato per nuovo esame (la Corte ha accertato che il Tribunale non ha adeguatamente motivato il rifiuto della valutazione corroborante delle dichiarazioni convergenti e non ha valutato compiutamente credibilità, rapporti tra dichiarante e fonti, indipendenza e autonomia genetica delle chiamate).

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen. (commi 3 e 4)

    Regola la valutazione delle dichiarazioni rese da collaboratori o da terzi che riferiscono notizie apprese da altri (chiamate in reità/de relato): impone una verifica della fonte primaria, della attendibilità del dichiarante e della possibilità di riscontro esterno; è norma centrale nella valutazione dei riscontri probatori in sede cautelare.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Individua la composizione del Tribunale in materia di misure cautelari e rimarca il quadro procedurale entro cui è stata pronunciata l'ordinanza impugnata.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. Unite, n. 20804/2012 - 'Aquilina' e seguenti)

    Principi applicati: valutazione positiva della credibilità soggettiva di ciascun dichiarante, verifica dei rapporti tra dichiarante e fonte primaria, ricerca della convergenza individualizzante tra più dichiarazioni, accertamento dell'indipendenza e dell'autonomia genetica delle chiamate; nei contesti mafiosi va considerata la possibilità che certe informazioni siano 'patrimonio cognitivo comune' e quindi non meri racconti de relato.

Massime di principio

  • In sede cautelare i requisiti di gravità indiziaria richiedono comunque una valutazione rigorosa delle dichiarazioni di collaboratori: il giudice deve motivare compiutamente perché ritiene attendibile o non attendibile ogni elemento dichiarativo.
  • Le chiamate in reità de relato possono integrare valido riscontro se la fonte de relato è credibile, le informazioni sono specifiche e compatibili con altri elementi e non emergono segnali di contatto/intese tra i dichiaranti.
  • Quando più dichiarazioni convergono su elementi essenziali (mandanti, esecutori, movente, contesto), il giudice deve valutare la convergenza in senso individualizzante e non liquidarla come 'supposizione' senza adeguata argomentazione.
  • Nel contesto delle mafie alcune notizie possono costituire patrimonio cognitivo comune: il giudice deve verificare se tale status è provato e, se sì, può attribuire valore diretto a dichiarazioni che altrimenti sarebbero de relato.
  • Il rigore motivazionale è obbligatorio: se il giudice esclude il valore probatorio di una testimonianza o di una chiamata de relato, deve esplicitare le ragioni specifiche (contraddizioni, dipendenza genetica, assenza di riscontri esteriori, sospetto di intese).
  • Per difendere una misura cautelare fondata su dichiarazioni di collaboratori è utile produrre elementi di riscontro oggettivi e plurimi (contesto, ancoraggi temporali, corrispondenze con altre fonti, confidenze tra affiliati) che dimostrino l'autonomia e l'indipendenza delle fonti.

Testo integrale

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