Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 651/2026 - Catanzaro, Sezione 2

per l'annullamento del silenzio formatosi sull'istanza della ricorrente di accesso ai documenti amministrativi con conseguente ordine al Comune di Spezzano Albanese all'ostensione documentale richiesta.

Giustizia amministrativa202500996

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di accesso documentale relativa a mandati di pagamento della retribuzione di risultato e determinazioni conseguenti alle schede di valutazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ex dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, già dipendente del Comune e titolare di posizione organizzativa dal 2009 al collocamento a riposo dal 1° marzo 2021, aveva richiesto l’accesso ai mandati di pagamento della retribuzione di risultato relativi agli anni dal 2017 in poi e alle determinazioni adottate in relazione alle schede di valutazione degli anni dal 2014 al 2017. L’istanza era collegata alla pretesa di ottenere una pregressa retribuzione di risultato, non corrisposta, e alla necessità di acquisire documentazione utile per l’eventuale proposizione di un procedimento sommario di ingiunzione. Il Comune, dopo avere prospettato la predisposizione dei mandati e delle schede di valutazione, non forniva ulteriori riscontri. La ricorrente deduceva quindi il silenzio dell’amministrazione e la sussistenza dei presupposti dell’accesso difensivo, ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ex art. 116 c.p.a., ritenendo tempestiva l’azione e riconoscendo la legittimazione della ricorrente in ragione della sua qualità di ex dipendente interessata a un credito di lavoro pregresso, prospettato anche dall’amministrazione. Il Collegio ha applicato i principi dell’Adunanza plenaria sulle condizioni dell’accesso difensivo, rilevando che la ricorrente aveva dimostrato un interesse immediato, concreto e attuale, la riferibilità della richiesta a una situazione giuridicamente tutelata e il nesso diretto e univoco di strumentalità tra tale situazione e i documenti richiesti. Il Comune è stato condannato a ostendere la documentazione entro trenta giorni dalla pubblicazione della sentenza. È stata fatta salva la possibilità che il responsabile dirigente dell’ufficio dichiari, nello stesso termine e motivandone le ragioni, l’inesistenza totale o parziale dei documenti. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento di euro 2.000,00, oltre accessori e contributo unificato, a titolo di spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    Il giudizio in materia di accesso è deciso con sentenza in forma semplificata; il TAR ha ordinato l’ostensione dei documenti richiesti.

  • artt. 22 e ss. l. 241/1990

    Disciplinano i presupposti dell’accesso documentale e la necessità che l’interesse del richiedente sia immediato, concreto e attuale.

  • art. 24, comma 7, l. 241/1990

    Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici.

    L’accesso difensivo deve essere garantito quando la conoscenza dei documenti sia necessaria per la cura o la difesa di una situazione giuridica tutelata.

  • art. 22, comma 1, lett. d), l. 241/1990

    L’interesse legittimante l’accesso deve essere immediato, concreto e attuale.

  • art. 24, comma 7, l. 241/1990, in relazione all’art. 60 d.lgs. 196/2003

    Per i documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti della stretta indispensabilità e secondo i termini richiamati dalla disposizione.

Massime di principio

  • L’accesso difensivo è consentito quando il richiedente dimostri, mediante un giudizio prognostico ex ante, un nesso di strumentalità tra i documenti e una situazione giuridica finale concretamente e obiettivamente incerta o controversa, anche se non è ancora pendente un giudizio.
  • La situazione giuridica finale rilevante ai fini dell’accesso difensivo deve essere direttamente riferibile al richiedente e deve presentare i caratteri dell’immediatezza, concretezza e attualità; non è sufficiente un’incertezza meramente ipotetica o soggettiva.
  • L’accesso difensivo richiede la corrispondenza tra la situazione giuridica fatta valere e un astratto paradigma legale, nonché il collegamento diretto e univoco tra tale situazione e i documenti richiesti.
  • L’ex dipendente pubblico che intenda far valere una pretesa retributiva pregressa ha un interesse difensivo concreto e attuale ad accedere ai mandati di pagamento e agli atti amministrativi direttamente pertinenti alla verifica e alla prova del credito, quando la pretesa sia stata prospettata anche dall’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso difensivoDecisione e riti specialiSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.