Cassazione Penale, Sentenza n. 4795/2023 del 03/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era contestato per detenzione e cessione di un'arma clandestina. In cassazione ha dedotto vizio di motivazione: ha contestato la valenza probatoria della captazione ambientale, ritenendola incapace di provare l'illecito, e ha censurato la motivazione sui restanti parametri cautelari (pericolo di reiterazione della condotta e adeguatezza degli arresti domiciliari), definendola generica e meramente apparente.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità dei motivi. Ha ritenuto che la gravità indiziaria fosse logicamente desunta dal contenuto della captazione riportato nella decisione e che le espressioni dei conversanti consentivano l'identificazione del ricorrente. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivate il pericolo di reiterazione (contiguità ad ambienti criminali e facilità di reperimento di armi) e l'adeguatezza della misura cautelare. Per tale motivo ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di euro tremila alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Norma richiamata per indicare la composizione del Tribunale competente in materia di misure cautelari; in pratica spiega l'organo che ha reso l'ordinanza impugnata
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente quando il ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, salvo che non sussistano elementi escludenti la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Massime di principio
- La semplice contestazione generica della rilevanza probatoria di una captazione ambientale non è sufficiente: il ricorrente deve indicare in modo specifico i vizi della registrazione o gli elementi che rendono incerta l'identificazione.
- Se la decisione di merito riporta integralmente o sinteticamente il contenuto dell'acquisizione (es. conversazioni chiare che identificano il soggetto), il giudice di legittimità tende a ritenere sussistente la gravità indiziaria.
- Per contestare il pericolo di reiterazione occorre offrire elementi concreti che contrastino la valutazione motivata del giudice (es. prova di radicamento sociale, impossibilità di reperire armi, iniziative di derubricazione del rischio), non attacchi astratti sulla genericità della motivazione.
- La conferma della misura cautelare può essere giustificata dalla contiguità ad ambienti criminali e dalla facilità di procurarsi strumenti per delinquere; tali valutazioni di equilibrio sono difficili da superare in sede di legittimità se adeguatamente motivate.
- Ricorsi in cassazione manifestamente infondati o generici possono comportare non solo il rigetto ma anche sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.); è quindi opportuno valutare attentamente la fondatezza e la specificità dei motivi prima di proporre il gravame.
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