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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23067/2024 del 10/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Catania del 21/09/2022 che aveva confermato la condanna per il residuo reato di furto (capo A). Il ricorrente denunciava vizio di motivazione in relazione alla contestata aggravante (art. 625, n. 7 c.p.) per mancata specificazione della tipologia di aggravante e contestava la procedibilità del reato alla luce dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendo fondata la doglianza sull'aggravante: la mera indicazione della norma "art. 625, n. 7, c.p." non consente di capire quale specifica ipotesi aggravante fosse contestata, con conseguente vizio dell'imputazione. Inoltre, con l'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022 (30/12/2022) il reato è divenuto procedibile a querela della persona offesa salvo circostanze aggravanti particolari, che non sussistono nel caso. La norma transitoria (art. 85 del d.lgs. 150/2022) si applica ai procedimenti in corso. Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata senza rinvio perché l'azione penale non può proseguire per mancanza di querela.

Norme richiamate

  • art. 625, n. 7, cod. pen.

    La norma contiene più ipotesi aggravanti: la Corte ha ritenuto che nel capo di imputazione debba essere specificata la tipologia di aggravante contestata; la semplice richiamazione dell'articolo è insufficiente

  • d.lgs. n. 150/2022

    entrato in vigore il 30/12/2022; art. 85 (norma transitoria)

    Ha reso il reato procedibile a querela della persona offesa salvo particolari aggravanti; la disposizione transitoria (art. 85) estende la nuova disciplina ai giudizi pendenti, con effetto che l'azione penale non può proseguire in assenza di querela se non sussistono aggravanti che giustifichino la procedibilità d'ufficio

Massime di principio

  • Il capo di imputazione deve indicare con precisione quale specifica aggravante si contesta quando la norma richiamata comprende più ipotesi: la mancata specificazione può determinare l'annullamento della decisione per vizio dell'imputazione
  • Quando una modifica legislativa altera la procedibilità di un reato (es. da procedibilità d'ufficio a procedibilità a querela), verificare sempre l'entrata in vigore e le norme transitorie: tali modifiche possono applicarsi ai procedimenti in corso e incidere sulla possibilità di proseguire l'azione penale
  • Se il reato diventa procedibile a querela, l'assenza della querela negli atti è causa di irrimediabile impossibilità di prosecuzione dell'azione penale, salvo che siano contestate e provate aggravanti che mantengono la procedibilità d'ufficio
  • Per il difensore: sollevare tempestivamente eccezioni relative a carenze dell'imputazione e verificare l'esistenza della querela nel fascicolo; per l'accusa: indicare con chiarezza le aggravanti contestate e adeguare l'azione alle nuove disposizioni di procedibilità

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