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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33619/2025 del 10/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse di un imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 6 novembre 2024. Dalla motivazione emerge che il giudizio di merito riguardava una condotta di acquisto/possesso e successiva vendita di veicoli di provenienza illecita, con contestazione della rilevanza penale della condotta anche sotto il profilo dell'occultamento della provenienza dei beni. In cassazione il ricorrente ha dedotto: 1) l'erronea esclusione della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 2) il travisamento della prova per omessa valutazione di una prova decisiva; inoltre ha formalmente richiamato vizi di motivazione, lamentando in sostanza che la decisione di merito sarebbe fondata su una lettura errata del compendio probatorio, inclusa la valutazione delle dichiarazioni del coimputato e della testimonianza del figlio dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo una mera reiterazione di doglianze già dedotte in appello e già puntualmente disattese, quindi privo di specificità; ha reputato il secondo motivo non proponibile in sede di legittimità perché nuovo e diretto a prospettare un travisamento della prova in presenza di doppia conforme, con indebito ampliamento del thema decidendum. Ha inoltre osservato che la sentenza di merito era sorretta da motivazione immune dai vizi denunciati, con corretta valutazione delle prove richiamate. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è stata esclusa dai giudici di merito con motivazione ritenuta congrua, valorizzando il rilevante valore economico dei beni, il profitto ritraibile dalla vendita e la condotta diretta a occultarne la provenienza illecita.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorrente non può in cassazione introdurre una censura nuova di travisamento della prova che sottragga al giudice di appello un tema non devoluto, specie in presenza di doppia conforme.

  • art. 616 c.p.p.

    A seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La censura di particolare tenuità del fatto è inammissibile quando si risolva nella mera riproposizione di doglianze già dedotte in appello senza una critica specifica e argomentata alla motivazione della sentenza impugnata.
  • In presenza di doppia conforme, non è consentito proporre per la prima volta in cassazione una doglianza di travisamento della prova o omessa valutazione di una prova decisiva, quando ciò comporti l'introduzione di un nuovo tema di cognizione non devoluto al giudice di appello.
  • Il vizio di motivazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito e del materiale probatorio; la Corte di cassazione interviene solo se la motivazione sia mancante, contraddittoria o manifestamente illogica nei limiti dedotti.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, ove ricorrano i presupposti, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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