Cassazione Penale, Sentenza n. 6216/2025 del 14/02/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per estorsione: sostiene che non sussista il pericolo di reiterazione perché il fatto sarebbe stato commesso per spirito di solidarietà e su richiesta della persona offesa, senza intento di lucro; inoltre i precedenti penali sono datati e non specifici e quindi non giustificherebbero il pericolo di recidiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché non specifico. Ha rilevato che il ricorrente non ha confutato la motivazione del Tribunale in ordine alla sussistenza degli indizi di estorsione (le dichiarazioni della vittima e gli accertamenti di polizia), né ha affrontato il rilievo decisivo che il fatto è stato commesso mentre l'indagato era agli arresti domiciliari, elemento che dimostra pervicacia e giustifica il pericolo concreto di recidiva. Condanna alle spese processuali e pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende; ordine alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 94, comma 1-ter, disposizioni di attuazione del codice di procedura penale
art. 94, comma 1 -ter disp.att.cod.pro
Riferimento formale agli adempimenti di Cancelleria successivi alla decisione; la Corte ne dispone l'esecuzione per le conseguenze amministrative previste dalla norma
Massime di principio
- Per ottenere l'annullamento di una misura cautelare è necessario un motivo specifico e un'attenta confutazione puntuale delle ragioni poste a fondamento della misura: non basta una descrizione generica dei fatti o affermazioni non confrontate con la motivazione del giudice di merito.
- Se il giudice di merito ha fondato la misura su indizi raccolti (dichiarazioni della persona offesa, riscontri di polizia, altre dichiarazioni), il ricorrente deve contestare direttamente la valutazione probatoria o fornire nuovi elementi che la neutralizzino.
- La commissione di un reato durante un regime di detenzione (anche domiciliare) è considerata elemento particolarmente significativo per dimostrare la pervicacia e il concreto pericolo di reiterazione del reato.
- I precedenti penali sono valutati in relazione alla loro attualità e specificità; precedenti datati e generici possono avere minore valore, ma la loro incidenza va valutata nel contesto complessivo (modalità del fatto, comportamento recente, elementi di pervicacia).
- In Cassazione i motivi devono essere specifici e autosufficienti: un motivo generico o che non si confronta con i punti chiave della motivazione impugnata espone al rischio di inammissibilità e alla condanna alle spese e alla sanzione alla Cassa delle Ammende.
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