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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28031/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Nel procedimento penale promosso nei confronti dell'imputato era stata pronunciata dal giudice per l'udienza preliminare sentenza di non luogo a procedere ex art. 425 c.p.p. per ritenuta insussistenza del reato di calunnia contestato. La persona offesa, costituita come parte civile, ha proposto ricorso per cassazione avverso tale decisione, censurandone il merito e deducendo violazioni di legge sostanziale e vizi di motivazione, nella sostanza chiedendo una rivalutazione della pronuncia di proscioglimento.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, contro la sentenza di non luogo a procedere emessa dal GUP, dopo la novella dell'art. 428, comma 2, c.p.p. introdotta dalla legge n. 103/2017, sia ammesso esclusivamente l'appello e solo nei casi di nullità previsti dall'art. 419, comma 7, c.p.p. Poiché il ricorso era diretto a contestare il merito della decisione e non deduceva tali specifiche nullità, non poteva nemmeno essere riqualificato come appello. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., l'inammissibilità è stata dichiarata de plano e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 425 c.p.p.

    disciplina la sentenza di non luogo a procedere pronunciata all'esito dell'udienza preliminare.

  • art. 428, comma 2, c.p.p.

    prevede, dopo la riforma del 2017, che avverso la sentenza di non luogo a procedere sia ammesso esclusivamente l'appello e solo per i casi di nullità previsti dalla legge.

  • art. 419, comma 7, c.p.p.

    individua i casi di nullità richiamati come unico fondamento dell'appello contro la sentenza di non luogo a procedere.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    consente la declaratoria de plano dell'inammissibilità nelle ipotesi procedurali rilevabili immediatamente.

  • art. 616 c.p.p.

    prevede la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in caso di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    ha modificato il regime delle impugnazioni avverso la sentenza di non luogo a procedere, restringendo i mezzi di impugnazione.

Massime di principio

  • Avverso la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice per l'udienza preliminare, il rimedio esperibile è quello previsto dall'art. 428, comma 2, c.p.p., e non il ricorso per cassazione quando l'impugnazione miri a contestare il merito della decisione.
  • La riforma dell'art. 428 c.p.p. ha reso l'appello lo strumento esclusivo di impugnazione, ma soltanto nei limiti dei vizi di nullità tassativamente richiamati; in mancanza di tali vizi l'impugnazione è inammissibile.
  • Quando il rimedio esperibile non è quello di legittimità, la Corte di cassazione non può riqualificare il ricorso come appello se mancano i presupposti sostanziali e formali richiesti dalla legge.
  • L'inammissibilità del ricorso dichiarata de plano comporta la condanna della parte ricorrente alle spese processuali e al pagamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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