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Sentenza

Sentenza n. 3733/2026 - Roma, Sezione 4T

Per la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dagli Enti intimati sull’istanza presentata da Research Consorzio Stabile S.c. a r.l. in data 8 agosto 2025, volta ad ottenere, ai sensi degli artt. 22 ss. L. 241/1990 e 5 ss. D.Lgs. 33/2013, con specifico riferimento alla realizzazione dell’intervento “Linea ferroviaria AV/AC Milano – Verona - TRATTA BRESCIA EST – VERONA – LOTTO COSTRUTTIVO 1 - APPALTO 4 “LUGANA – FRASSINO OVEST”, CUP F81H91000000008 – CIG 8278364216, l’accesso alla documentazione concernente: (i) le somme stanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in favore di RFI S.p.A. a titolo di compensazioni ex D.L. 50/2022 e D.L. 104/2023; (ii) le somme trasferite da RFI a CEPAV DUE, anche a titolo di rivalutazione monetaria; (iii) ogni atto e corrispondenza rilevante in ordine alla spettanza, alla misura e alle modalità di erogazione delle predette somme; per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da dalla ricorrente il 4 dicembre 2025: per la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dagli Enti intimati sull’istanza presentata da Research Consorzio Stabile S.c. a r.l. in data 8 agosto 2025, volta ad ottenere, ai sensi degli artt. 22 ss. L. 241/1990 e 5 ss. D.Lgs. 33/2013, con specifico riferimento alla realizzazione dell’intervento “Linea ferroviaria AV/AC Milano – Verona - TRATTA BRESCIA EST – VERONA – LOTTO COSTRUTTIVO 1 - APPALTO 4 “LUGANA – FRAS-SINO OVEST”, CUP F81H91000000008 – CIG 8278364216, l’accesso alla documentazione concernente: (i) le somme stanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in favore di RFI S.p.A. a titolo di compensazioni ex D.L. 50/2022 e D.L. 104/2023; (ii) le somme trasferite da RFI a CEPAV DUE, anche a titolo di ri-valutazione monetaria; (iii) ogni atto e corrispondenza rilevante in ordine alla spettanza, alla misura e alle modalità di erogazione delle predette somme; con conseguente accertamento del diritto della ricorrente all’integrale accesso agli atti e ai documenti richiesti e condanna degli Enti intimati ad esibire la documentazione illegittimamente sottratta all’accesso.

Giustizia amministrativa202512170

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego sull'istanza di accesso e nota di RFI che negava l'ostensione dei documenti relativi alla rivalutazione monetaria dei corrispettivi contrattuali

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, affidataria mediante contratto di appalto di lavori ferroviari eseguiti nell'ambito di una commessa affidata a un general contractor, aveva presentato un'istanza di accesso documentale e civico generalizzato per ottenere la documentazione relativa alle somme stanziate dal Ministero in favore di RFI per le compensazioni da caro materiali, alle somme trasferite da RFI al general contractor e agli atti concernenti spettanza, importi e modalità di erogazione. L'interesse era collegato alla necessità di verificare l'effettiva destinazione delle risorse pubbliche e l'incidenza delle compensazioni sulla filiera degli appaltatori, anche in considerazione delle difficoltà finanziarie e delle riserve formulate sull'ammontare delle somme dovute. Nel corso del giudizio il Ministero e RFI hanno prodotto ampia documentazione. Con motivi aggiunti la ricorrente ha impugnato la nota di RFI che, pur fornendo parte degli atti richiesti, negava l'accesso alla documentazione relativa alle somme trasferite a titolo di rivalutazione monetaria dei corrispettivi contrattuali. La ricorrente ha sostenuto che la rivalutazione monetaria fosse sottratta nel calcolo delle compensazioni emergenziali e producesse un effetto riduttivo sugli importi destinati agli appaltatori; RFI e il general contractor hanno invece dedotto l'estraneità della rivalutazione ai meccanismi di compensazione e l'inerenza della relativa disciplina a una clausola della convenzione tra loro intercorrente, sostenendo che una nota già ostesa illustrasse sufficientemente i criteri di calcolo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la parziale cessazione della materia del contendere rispetto al ricorso introduttivo, poiché il silenzio-diniego era stato superato dalla produzione documentale effettuata in giudizio. Ha invece accolto in parte i motivi aggiunti. Il Collegio ha ritenuto dimostrato l'interesse della ricorrente a conoscere l'entità delle somme trattenute a titolo di rivalutazione monetaria e i relativi criteri di calcolo, poiché dalla nota del 2 novembre 2023 risultava che l'adeguamento monetario maturato, al netto della franchigia del 5%, incideva algebricamente sull'incremento dei SAL e riduceva le somme corrisposte al contraente generale, destinate a essere riversate agli appaltatori. La sola nota già esibita è stata giudicata insufficiente, in quanto parziale: l'amministrazione deve ostendere i documenti dai quali risultino l'entità delle somme trattenute nel corso del rapporto e il contenuto della clausola contrattuale relativa alla rivalutazione monetaria. Le spese sono state compensate in ragione della complessità della controversia.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    Fondano il diritto di accesso documentale; la decisione riconosce l'interesse dell'appaltatore a ottenere la documentazione incidente sulla determinazione delle somme spettanti alla filiera esecutiva.

  • artt. 5 ss. d.lgs. 33/2013

    Richiamati quale base dell'accesso civico generalizzato proposto dalla ricorrente.

  • art. 26, comma 12, d.l. 50/2022

    Richiamato nel quadro della disciplina delle compensazioni per il caro materiali e delle somme già riconosciute all'appaltatore.

  • d.l. 50/2022

    Richiamato quale fonte del meccanismo straordinario di compensazione degli aumenti dei materiali.

  • d.l. 104/2023

    Richiamato quale fonte di proroga e rafforzamento delle compensazioni, anche per opere finanziate da società del gruppo Ferrovie dello Stato e affidate mediante contraente generale.

Massime di principio

  • Sussiste l'interesse all'accesso dell'appaltatore alla documentazione relativa alle somme pubbliche destinate alle compensazioni per il caro materiali quando tali somme incidono sulla determinazione del corrispettivo e sulla quota destinata alla filiera esecutiva.
  • L'accesso non è soddisfatto dalla mera ostensione di un documento che descriva in termini generali il criterio di calcolo, se l'interessato abbia chiesto documenti idonei a evidenziare gli importi concretamente trattenuti o corrisposti e la clausola contrattuale applicata.
  • Quando la rivalutazione monetaria viene sottratta nel calcolo delle compensazioni e riduce gli importi trasferiti dal contraente generale agli appaltatori, la documentazione relativa alla sua entità e ai criteri applicativi è direttamente inerente alla posizione dell'appaltatore e deve essere resa accessibile, salvo specifiche ragioni ostative non accertate nella decisione.
  • La produzione documentale dell'amministrazione e dei soggetti intimati nel corso del giudizio può superare il silenzio-diniego e determinare la cessazione della materia del contendere limitatamente alla documentazione effettivamente ostesa; la controversia resta invece attuale per gli atti non esibiti.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEsecuzione del contratto pubblico
RamiAccesso e trasparenzaContratti pubblici
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesse

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