Sentenza n. 4351/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'ottemperanza alla sentenza n. 5170/2024 resa dal Tribunale di Napoli Nord - Sezione Lavoro, GdL dr. Marco Cirillo a definizione del giudizio incardinato con n. 15042/2023 R.G., pubblicata in data 22.11.2024 e passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del giudice ordinario che aveva riconosciuto il diritto al pagamento della retribuzione professionale docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione della sentenza passata in giudicato del Tribunale ordinario, Sezione lavoro, che aveva accertato il suo diritto a ricevere € 1.551,27, oltre interessi dalla maturazione al saldo, quale retribuzione professionale docente relativa al lavoro a tempo determinato svolto negli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022, anche ai fini del computo del T.F.R. La sentenza era stata notificata all'amministrazione il 5 dicembre 2024; l'amministrazione non l'aveva impugnata e non risultava avervi dato esecuzione. La ricorrente ha quindi dedotto l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni e ha chiesto la condanna dell'amministrazione al pagamento, nonché la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. L'amministrazione si è costituita senza fornire prova dell'adempimento; dagli incombenti istruttori è emerso che la procedura esecutiva era ferma per un arresto imputabile all'Ufficio Scolastico Regionale.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto ammissibile l'azione di ottemperanza proposta per dare esecuzione a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. Ha verificato il rispetto dei termini processuali dell'ottemperanza e del rito camerale, la rituale notificazione del titolo all'amministrazione e l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. In assenza di prova dell'adempimento, ha dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di dare esatta e integrale esecuzione alla sentenza nel termine di 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Ha inoltre nominato sin da subito quale commissario ad acta un dirigente della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, senza compenso e con facoltà di delega. Il commissario dovrà provvedere, se necessario, allo stanziamento in bilancio e alle fasi di impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento della somma dovuta. Il TAR ha precisato che l'esaurimento dei fondi di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono legittimo impedimento all'esecuzione del giudicato. L'amministrazione è stata condannata alle spese di lite, liquidate in € 1.500,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.
Consente di chiedere al giudice amministrativo l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga alla pubblica amministrazione un obbligo di conformazione.
art. 114, comma 1, c.p.a.
Il TAR ne richiama il rispetto, ritenendo tempestiva l'azione di ottemperanza.
art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.
Il TAR ne richiama il rispetto con riguardo ai termini del rito camerale applicabile.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito nella l. n. 30/1997
Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione; il termine era decorso senza adempimento.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando essa imponga alla pubblica amministrazione un obbligo di conformarsi al decisum, ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
- Quando la sentenza passata in giudicato è stata ritualmente notificata alla pubblica amministrazione, è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 e non è provato l'adempimento, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione l'esecuzione esatta e integrale del titolo entro un termine assegnato.
- In presenza di persistente inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli i poteri necessari per stanziare le somme, impegnare, liquidare, ordinare e pagare quanto dovuto in esecuzione del giudicato.
- L'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono una legittima causa di impedimento all'esecuzione del giudicato da parte della pubblica amministrazione, che deve adottare tutte le iniziative necessarie per rendere possibile il pagamento.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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