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Sentenza

Sentenza n. 7319/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del provvedimento di diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato n. D/6330/2025 del 10/10/2025 dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi.

Giustizia amministrativa202601298

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato adottato dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare, il provvedimento con cui l’Ambasciata d’Italia a New Delhi aveva negato il visto d’ingresso per lavoro subordinato. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti contro il diniego. Nelle more dell’esame della domanda cautelare, la competente sede diplomatica ha rilasciato al ricorrente il visto richiesto.

La decisione

Il rilascio del visto successivamente alla proposizione del ricorso ha determinato il venir meno dell’interesse alla decisione sull’impugnazione e, quindi, la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Il giudice ha tuttavia condannato il MAECI al pagamento delle spese di lite, applicando il criterio della soccombenza virtuale, poiché il risultato favorevole è stato conseguito dal ricorrente solo dopo la proposizione del gravame. Le spese sono state liquidate in € 1.000, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato ove versato.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta un provvedimento pienamente satisfattivo dell’interesse del ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il rilascio, nelle more del giudizio, del titolo amministrativo richiesto dal ricorrente e pienamente satisfattivo del suo interesse determina la cessazione della materia del contendere, non essendo più attuale l’interesse alla decisione di annullamento dell’originario diniego.
  • Quando il provvedimento favorevole sopravvenuto è adottato soltanto dopo la proposizione del ricorso, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’amministrazione che ha rimosso la lesione lamentata in corso di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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