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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22111/2026 del 16/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'annullamento dell'ordinanza che aveva revocato la semilibertà per il mancato rientro in carcere alle ore 22:00 del 20 ottobre 2025 (assenza protrattasi fino al 26 ottobre 2025). Denunciava la violazione di legge (artt. 88, 89 c.p. e 221 c.p.p.) per il mancato espletamento di una perizia volta ad accertare la capacità di intendere e di volere al momento del mancato rientro, alla luce dell'abituale assunzione di un farmaco psicofarmacologico (Depakin Chrono 500) e della sua sospensione avvenuta circa due mesi prima, nonché il vizio di motivazione e il travisamento della prova per omissione rispetto all'ipotesi di cessazione involontaria dell'assunzione del farmaco dovuta a mancanza dello stesso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato che il Tribunale aveva omesso di valutare elementi documentali decisivi (assunzione del farmaco almeno dal 08/07/2025, interruzione per mancata somministrazione a partire dal 21/08/2025, certificazione di problematiche comportamentali del 24/09/2025) e aveva ingiustificatamente ritenuto superflua la perizia richiesta. Per tali ragioni la motivazione è stata ritenuta manifestamente illogica e sussiste vizio di travisamento della prova. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Bari per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 88 cod. pen.

    Richiamata in relazione alla valutazione dell'imputabilità e della capacità di intendere e volere al momento del fatto; la Corte ha ritenuto necessaria una perizia quando lo stato psichico incide sulla responsabilità.

  • art. 89 cod. pen.

    Richiamata in connessione con l'art. 88 c.p., per gli effetti della diminuita imputabilità; impone accertamenti tecnici quando la condizione mentale può attenuare o escludere la responsabilità.

  • art. 221 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle modalità di acquisizione di prove tecniche e alla necessità di consulenze/perizie quando sono richieste competenze tecniche che non possono essere sostituite dall'autonoma valutazione del giudice.

  • Cass. Sez. 1, n. 19822 del 23/03/2021 (Rv. 281223)

    Precedente richiamato per il principio che il giudice non può sostituirsi a competenze tecniche mediante valutazioni personali: se sono necessari accertamenti tecnici va disposta perizia per rispettare il contraddittorio e il metodo scientifico.

  • art. 52 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Norma richiamata per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi trattandosi di materia connessa alle condizioni di salute del ricorrente (tutela della privacy dei dati sensibili).

Massime di principio

  • Quando la decisione penale o disciplinare si fonda su questioni medico-psichiche rilevanti per l'imputabilità o la responsabilità, il giudice deve disporre l'accertamento tecnico (perizia): non è consentito sostituire competenze tecniche con valutazioni personali.
  • Documentazione clinica che attesta assunzione e interruzione di terapie e certificazioni mediche relative a problematiche comportamentali sono elementi decisivi che il giudice deve valutare; la loro omissione può configurare travisamento della prova e vizio di motivazione.
  • L'interruzione involontaria della terapia (es. per mancata somministrazione o mancanza del farmaco) può incidere sulla sfera della responsabilità del detenuto e richiede specifica valutazione peritale.
  • L'omissione di indagini tecniche necessarie o il rifiuto ingiustificato di disporre una perizia, se incidono sulla decisione, giustificano l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
  • I dati relativi alla salute del detenuto devono essere trattati con riservatezza e anonimizzati nelle decisioni pubbliche, secondo le norme sulla protezione dei dati sensibili.

Testo integrale

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