Cassazione Civile, Sentenza n. 29316/2020 del 22/12/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti contestavano la legittimità degli interessi moratori (usurarietà), l'anatocismo (capitalizzazione degli interessi applicata dalla banca), la validità e la causa della commissione di massimo scoperto, la computabilità delle commissioni nel TEG, nonché la nullità del contratto di conto corrente n. 20246 per difetto della forma scritta e la illegittimità di addebiti relativi al servizio "CartaSi".
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi (principalmente quelli relativi alla valutazione di usurarietà e alla qualificazione del documento di sintesi), ma ha accolto il sesto e il settimo motivo: ha rilevato che la Corte d'appello avrebbe dovuto esaminare d'ufficio le eccezioni di nullità del contratto e quelle relative alla commissione di massimo scoperto (e che l'eccezione inerente gli addebiti "CartaSi" era stata sollevata in primo grado e dunque doveva essere valutata). La sentenza della Corte di appello è stata cassata in relazione a questi profili e la causa è stata rinviata alla Corte di Trieste in diversa composizione per il riesame, con condanna alle spese di giudizio in solido per il rinvio.
Norme richiamate
art. 1815 c.c.
Discussa: il divieto di pattuire interessi usurari per il mutuo è richiamato anche come principio applicabile a rapporti che prevedono messa a disposizione di denaro, ma la Corte sottolinea che per il conto corrente rileva l'interesse concretamente applicato al momento dello scoperto.
d.l. n. 394/2000 conv. in L. n. 24/2001
Riferita come norma di interpretazione sull'usura; i ricorrenti richiamano la necessità di valutare la pattuizione di interessi usurari anche con riferimento alle comunicazioni periodiche (estratti conto).
art. 118 TUB
Evidenziato che lo jus variandi bancario può modificare nel tempo il tasso applicato al conto corrente e che rileva il tasso concretamente applicato al momento dello scoperto (modifica comunicata e tacitamente approvata dal correntista).
art. 120 TUB
Richiamato in tema di anatocismo: la capitalizzazione richiede pari periodicità per interessi attivi e passivi; la Corte ha però osservato che, in caso di mancata pattuizione degli interessi creditori, il contratto è soggetto a integrazione e resta possibile la capitalizzazione.
delibera CICR 9 febbraio 2000
Riferita con l'art. 120 TUB in tema di periodicità della capitalizzazione; la Corte ha ritenuto che l'eterointegrazione del contratto produce un tasso creditorio sostitutivo che rende operante la clausola anatocistica.
art. 117 TUB
Richiamato per dire che, in mancanza di pattuizione degli interessi creditori, opera il tasso sostitutivo previsto dall'articolo (che consente l'esistenza di un interesse creditorio ai fini della capitalizzazione).
art. 1224 c.c.
Citato in relazione agli effetti di una eventuale declaratoria di usurarietà antecedente all'inadempimento: la riduzione degli interessi segue le regole risarcitorie e di maturazione effettiva.
art. 1418, 1419, 1421 c.c.
Richiamati nelle censure sulla nullità e assenza di causa delle clausole (commissione massimo scoperto e forma del contratto); la Cassazione ha ritenuto che tali profili di nullità siano rilevabili d'ufficio.
art. 1283 c.c.
Menziionato nella doglianza relativa alla capitalizzazione, ma il motivo è stato ritenuto inammissibile.
art. 644 c.p.
Riferito tra le norme evocative delle doglianze penali-economiche contro pratiche bancarie, senza tuttavia esito favorevole per i ricorrenti su quel punto.
d.l. n. 185/2008 conv. in L. n. 2/2009
Richiamato in ordine alla disciplina del TEG e alle modifiche normative: la Corte d'appello aveva ritenuto inapplicabile la disciplina introdotta dal d.l. 185/2008 ai rapporti dedotti in lite.
art. 345 c.p.c.
Focale: la Cassazione ribadisce che l'eccezione di nullità contrattuale è rilevabile d'ufficio anche in appello quando incide sulla validità del rapporto dedotto in giudizio, e la Corte d'appello avrebbe dovuto esaminarla.
art. 112 c.p.c.
Richiamato nella doglianza sulla nullità della sentenza; le censure sulla mancata valutazione delle eccezioni di nullità sono state ritenute fondate in parte per violazione di regole istruttorie/decisorie.
Massime di principio
- Per i conti correnti la verifica di usurarietà degli interessi moratori prende in considerazione il tasso concretamente applicato al momento dello scoperto, non semplicemente il tasso originariamente pattuito.
- Le modifiche unilaterali del tasso operate dalla banca (jus variandi ai sensi dell'art. 118 TUB) e tacitamente approvate dal cliente possono determinare il saggio rilevante per la verifica dell'usurarietà.
- L'anatocismo richiede pari periodicità per interessi attivi e passivi; tuttavia, in mancanza di pattuizione di interessi creditori il contratto può essere eterointegrato con il tasso sostitutivo di legge (art. 117 TUB), rendendo operante la capitalizzazione.
- Le eccezioni di nullità contrattuale (es. difetto di forma scritta, assenza di causa di specifiche commissioni) sono rilevabili d'ufficio e pertanto non possono essere dichiarate "nuove" dall'appello se erano già prospettate o attengono alla validità del rapporto dedotto in giudizio.
- La computabilità della commissione di massimo scoperto nel TEG e la legittimità dei relativi addebiti richiedono un esame puntuale: tali profili possono determinare obbligazioni restitutorie se la clausola è nulla o priva di causa.
- In controversie bancarie con profili tecnici (calcolo del TEG, periodicità di capitalizzazione, identificazione del tasso concreto) è essenziale allegare e dimostrare quale tasso sia stato effettivamente applicato nel periodo rilevante; altrimenti le censure su usurarietà possono risultare inammissibili.
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