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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04541/2026 del 03/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 30/05/2025 che, in sede di rinvio disposta dopo annullamento della Corte, aveva confermato il sequestro preventivo di euro 3.530,00 ritenuti provento del reato di ricettazione aggravata (art. 648 c.p., aggravato dall'art. 416-bis.1 c.p.). Il ricorrente deduce violazione di legge (art. 321 c.p.p. e art. 648 c.p.) per difetto di fumus del reato presupposto, lamentando motivazione apparente e il fatto che la somma è compatibile con la sua condizione reddituale e che le dichiarazioni del collaboratore di giustizia favorevoli non sono state adeguatamente valorizzate.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto per ragioni non consentite. Ha ritenuto che il Tribunale, nel provvedimento di rinvio, avesse fornito una motivazione non apparente, valutando globalmente elementi indiziari (orario e luogo del controllo, presenza nei pressi dell'abitazione dell'affiliato, comportamento repentino e ingiustificato degli interessati, composizione in banconote di piccolo taglio, detenzione di hashish da parte del coindagato, reazione del pregiudicato Perfetto) e collocando le dichiarazioni del collaboratore in una prospettiva temporale diversa che non escludeva l'evoluzione dei rapporti. La Corte ha richiamato lo standard probatorio necessario per il fumus: non una mera postulazione, ma una rappresentazione degli elementi che dimostri la congruenza dell'ipotesi di reato e una qualificata probabilità di responsabilità. Conseguentemente il ricorso è respinto (inammissibile) e il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sulla ricettazione; la Corte richiede che, ai fini del sequestro per presunti proventi di tale reato, sia individuato almeno il tipo di reato presupposto e che la provenienza del denaro da attività delittuose risulti con indizi sufficienti (non mera postulazione).

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante relativa all'associazione a delinquere di tipo mafioso; la contestazione era formulata in aggravamento della ricettazione.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla parte per contestare la legittimità dell'ordinanza; la Corte tuttavia ha ritenuto che le doglianze non configurassero una violazione di legge idonea a rendere il ricorso ammissibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese e l'eventuale somma da versare alla Cassa delle ammende in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte per la condanna pecuniaria di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere nullo l'apparato argomentativo; non è strumento per riequilibrare valutazioni di merito.
  • Per disporre il sequestro su basi di ricettazione (art. 648 c.p.) il giudice deve individuare almeno la tipologia del reato presupposto e offrire una motivazione che dimostri, con elementi concreti, la plausibile provenienza del denaro da attività delittuose; non è sufficiente la semplice suggestione derivante dall'entità o dalla composizione delle somme.
  • Gli elementi indiziari vanno valutati globalmente e in concreto (luogo e tempo dell'operazione, comportamento degli interessati, presenza di coindagati coinvolti in spaccio, composizione in banconote di piccolo taglio, reazioni di terzi), e possono prevalere sulle dichiarazioni di collaboratori se il giudice ritiene che queste si riferiscano a fasi temporali diverse o siano collidenti con i fatti accertati.
  • La motivazione del giudice deve essere coerente, completa e ragionevole: la sua carenza può giustificare l'annullamento; ma se il giudice di rinvio integra e chiarisce le ragioni, la Corte di legittimità può ritenere il provvedimento adeguato.
  • In sede di cassazione non vanno proposte valutazioni alternative dei fatti per ottenere una riconsiderazione del merito; le censure devono essere incentrate su violazioni di diritto o su vizi motivazionali rilevanti.
  • Il giudice, nella valutazione del fumus commissi delicti per misure reali, deve bilanciare gli elementi probatori e le contestazioni difensive e formulare un giudizio prognostico plausibile sulla responsabilità, pur senza raggiungere il livello del gravemente indiziario richiesto per misure personali più gravi.

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