Sentenza n. 995/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento A) del provvedimento prot. n. 1049 del 9.02.2023, successivamente notificato, con il quale il Responsabile dell'Area Tecnica del Comune di Cetara ha respinto, in via definitiva, la richiesta di riesame della pratica edilizia della ricorrente e di annullamento dell'ordinanza di demolizione prot. n. 2387 del 12.05.2015; B) di qualsiasi altro atto richiamato, anteriore, connesso o conseguente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di riesame della pratica edilizia e di annullamento dell'ordinanza di demolizione relativa a opere edilizie
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Responsabile dell'Area Tecnica del Comune di Cetara ha respinto definitivamente la richiesta di riesame della pratica edilizia e di annullamento dell'ordinanza di demolizione del 12 maggio 2015. Sono state dedotte censure di violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili sintomatici. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito, poiché le opere sanzionate erano state sanate mediante la presentazione di una SCIA edilizia e di una successiva SCIA di agibilità.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione espressa dalla ricorrente e della sopravvenuta sanatoria delle opere. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo che informa il processo amministrativo, ritenendo quindi non necessario esaminare nel merito le censure di violazione di legge ed eccesso di potere. Nulla è stato disposto sulle spese, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione del ricorso nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; il testo non ne esplicita ulteriormente l’interpretazione.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione del ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse, quando risulti coerente con la sopravvenuta soddisfazione o modificazione della situazione sostanziale dedotta in giudizio, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso senza esame delle censure di merito.
- Il principio dispositivo del processo amministrativo impone al giudice di non pronunciarsi sul merito quando il ricorrente dichiari di non avere più interesse alla decisione e non residui un interesse concreto e attuale alla pronuncia.
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