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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25012/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso avverso il decreto di sequestro del suo telefono cellulare disposto dal Pubblico Ministero dopo un incidente stradale (art. 589‑bis c.p.). Lanza deduceva nullità e apparente motivazione del decreto perché il provvedimento si limitava a richiamare la norma contestata senza descrivere gli elementi essenziali del fatto, la condotta addebitata e la concreta finalità probatoria perseguita con il sequestro; censurava altresì l'illegittimo uso, da parte del Tribunale del riesame, del potere integrativo della motivazione e la violazione del principio di proporzionalità rispetto alle esigenze probatorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che, sebbene il fumus relativo al reato contestato fosse sufficientemente desumibile dal richiamo al verbale della Polizia (descrizione dello scontro frontale e contestazione per omicidio stradale), il decreto del Pubblico Ministero mancava di una motivazione concreta circa la finalità probatoria e le modalità dell'accertamento tecnico richiesto. Tale lacuna non poteva essere sanata dal Tribunale del riesame con un'integrazione che sostituisse le scelte discrezionali del PM. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio sia dell'ordinanza del Tribunale del Riesame sia del decreto di sequestro (5 febbraio 2015, come indicato nel provvedimento) e la restituzione all'avente diritto del telefono cellulare (IMEI n. 354715689141773).

Norme richiamate

  • art. 324 c.p.p.

    Norma invocata come base del ricorso in sede di riesame contro il decreto di sequestro; disciplina il procedimento di riesame.

  • art. 325 c.p.p.

    Contro le ordinanze emesse a norma degli artt. 322 bis e 324, il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge

    Limita la portata del ricorso per cassazione alle sole violazioni di legge (inclusi errores in iudicando/procedendo e vizi motivazionali radicali), escludendo che ogni mera illogicità della motivazione sia sindacabile per questo mezzo.

  • art. 354 c.p.p.

    Norma citata come base giuridica del sequestro eseguito dalla Polizia Giudiziaria a seguito dell'incidente (consente il sequestro ex parte della PG in casi urgenti).

  • art. 589‑bis c.p.

    Fattispecie penale contestata (omicidio stradale) rispetto alla quale si riteneva necessario il sequestro probatorio del telefono per ricostruire la dinamica e verificare l'eventuale uso del cellulare.

  • art. 253 c.p.p.

    Norma richiamata in relazione al principio di proporzionalità del sequestro probatorio: il provvedimento deve bilanciare l'interferenza con beni e diritti rispetto all'esigenza probatoria e privilegiare misure meno afflittive quando possibile.

  • Sez. U. n. 36072/2018 (Botticelli)

    Stabilisce l'obbligo che il decreto di sequestro probatorio contenga motivazione specifica sulla finalità dell'accertamento dei fatti e sugli elementi necessari per valutare il collegamento tra bene e reato.

  • Sez. U. n. 18954/2016 (Capasso)

    Affermato che il Tribunale del riesame, nell'annullare provvedimenti di sequestro, deve valutare la motivazione del provvedimento impugnato e che le regole introdotte dalla legge 47/2015 si applicano anche ai sequestri probatori; richiede che la motivazione contenga autonoma valutazione degli elementi a fondamento.

  • Ulteriori precedenti giurisprudenziali citati

    Richiamate numerose sentenze (Bevilacqua, Spinelli, Corsico, Pessotto, ecc.) che precisano: il decreto di sequestro deve indicare estremi essenziali di tempo, luogo e azione; nel caso di dispositivi informatici va specificata la perimetrazione della ricerca (criteri di selezione, arco temporale, tempi di selezione) per garantire proporzionalità e tutela della riservatezza.

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere, oltre all'indicazione del reato, una motivazione concreta che descriva gli elementi essenziali del fatto (tempo, luogo, azione) e come il bene sia collegato all'accertamento del reato (fumus).
  • Il PM deve specificare la concreta finalità probatoria dell'apposizione del vincolo reale: non è sufficiente la generica dichiarazione che il dispositivo va sottoposto ad accertamento tecnico.
  • Nel caso di dispositivi informatici/telefonici il provvedimento deve motivare la perimetrazione della ricerca (tipologia di dati ricercati, criteri di selezione, arco temporale e tempi per la selezione e restituzione) per rispettare il principio di proporzionalità e la riservatezza.
  • Il Tribunale del riesame può integrare la motivazione solo se il decreto del PM contiene almeno un'indicazione, anche generica, sul fumus e sulle finalità; non può supplire alle carenze radicali della motivazione del PM con una propria ricostruzione delle finalità probatorie.
  • La mancata esplicitazione da parte del PM delle ragioni concrete del sequestro comporta il rischio di annullamento senza rinvio e la restituzione del bene.
  • Le impugnazioni in Cassazione contro ordinanze di riesame sono ammesse nei soli casi di violazione di legge o di vizi motivazionali così gravi da rendere la motivazione del tutto inidonea; questioni di mera illogicità della motivazione seguono vie di censura diverse (art. 606 c.p.p.).
  • Per la difesa: contestare tempestivamente la genericità della motivazione, chiedere la perimetrazione del sequestro e proporre misure meno intrusive (es. copia selettiva, estrazione limitata) può essere efficace per ottenere la restituzione o limitarne l'ampiezza.

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