Cassazione Penale, Ordinanza n. 34477/2026 del 25/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L’imputato è stato ritenuto responsabile in primo grado dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; la Corte d’Appello di Bari, con sentenza del 30 settembre 2025, ha confermato la decisione. Con l’unico motivo di ricorso l’imputato ha contestato il giudizio di comparazione tra le circostanze, censurando il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulle circostanze aggravanti.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il giudizio di comparazione tra circostanze è valutazione discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non risulta arbitrario o illogico ed è adeguatamente motivato. La Corte territoriale aveva motivato l’esclusione della prevalenza delle attenuanti generiche richiamando i precedenti penali, la gravità dei fatti e l’intensità del dolo, e aveva ritenuto l’equivalenza la soluzione più idonea ad assicurare l’adeguatezza della pena concreta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il giudizio di comparazione tra circostanze, in quanto espressione della discrezionalità del giudice di merito, è sottratto al sindacato di legittimità quando non sia arbitrario o illogico e sia sorretto da motivazione sufficiente.
- Per motivare l’equivalenza tra circostanze, può essere sufficiente indicare che tale soluzione è la più idonea a rendere adeguata la pena irrogata in concreto.
- La prevalenza delle attenuanti generiche può essere negata con riferimento ai precedenti penali, alla gravità dei fatti e all’intensità del dolo, se tali elementi sono valutati e motivati dal giudice di merito.
Come è indicizzato
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