Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 04132/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice dell'esecuzione)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello che, quale giudice dell'esecuzione, aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra due sentenze definitive emesse dalla Corte d'appello di Lecce. Secondo il giudice dell'esecuzione, i reati oggetto della sentenza più recente (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata e reati satellite, commessi nel 2014-2015) non risultavano avvinti da un medesimo disegno criminoso con quelli della sentenza più risalente (estorsione, reati in materia di armi e stupefacenti, commessi nel 2010), sia per l'assenza di collegamenti tra i fatti, sia per il notevole iato temporale di circa quattro anni. Nel ricorso per cassazione veniva censurata tale valutazione, ma la Corte ha ritenuto le doglianze manifestamente infondate perché dirette a contestare il merito della valutazione e a sollecitare una nuova lettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità, oltre che in contrasto con la giurisprudenza consolidata sui criteri per desumere la volizione unitaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta l'impostazione del giudice dell'esecuzione secondo cui l'individuazione dell'identità del disegno criminoso richiede una valutazione complessiva degli indici rilevanti, tra cui anche il dato temporale, che può legittimamente concorrere a escludere la continuazione. Le ulteriori censure sono state qualificate come mere contestazioni di merito, non scrutinabili in sede di legittimità. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    Norma richiamata quale base dell'istanza di applicazione della continuazione in executivis tra più sentenze irrevocabili.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Indicata come uno dei reati oggetto della sentenza più recente, rilevante ai fini del confronto con gli altri titoli di reato.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    Richiamato come aggravante dei reati di cui alla sentenza più recente.

  • art. 629 c.p.

    Indicata come una delle fattispecie oggetto della sentenza più risalente.

  • art. 2 l. 895/1967

    Indicata come una delle fattispecie oggetto della sentenza più risalente in materia di armi.

  • art. 4 l. 895/1967

    Indicata come una delle fattispecie oggetto della sentenza più risalente in materia di armi.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Indicata come una delle fattispecie oggetto della sentenza più risalente in materia di stupefacenti.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione tra reati giudicati con sentenze diverse, il giudice deve verificare l'esistenza di una medesima volizione criminosa sulla base di indici fattuali complessivi; il dato temporale è uno degli elementi rilevanti e può concorrere a escludere l'unitarietà del disegno criminoso.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del merito dei fatti sotto forma di censura confutativa della motivazione del giudice dell'esecuzione.
  • Le doglianze che si limitano a contrapporre una diversa lettura del materiale fattuale rispetto a quella già compiuta dal giudice di merito sono manifestamente infondate quando non evidenziano una specifica violazione di legge o un vero vizio di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.