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Sentenza

Sentenza del 15/03/2017 n. 194 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva determinato sinteticamente un maggior reddito imponibile, richiedendo IRPEF, addizionali regionali e comunali, sanzioni e interessi per complessivi euro 244.776,77, ritenendo che il contribuente avesse sostenuto una spesa incompatibile con il reddito dichiarato per l'acquisto della nuda proprietà di un immobile. Il contribuente ha contestato l'accertamento sostenendo che il prezzo non era stato effettivamente pagato: l'assegno bancario consegnato alla venditrice, sua sorella, non era mai stato presentato né incassato. Ha inoltre dedotto il travisamento dei fatti, la violazione dell'art. 38 del DPR 600/1973, l'errata applicazione della normativa, il difetto di motivazione e la mancata valutazione della prova contraria fornita nel contraddittorio.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale di Matera aveva accolto il ricorso e annullato l'avviso. La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate, confermando sostanzialmente l'annullamento dell'accertamento. Secondo il giudice, la consegna dell'assegno bancario non dimostrava l'avvenuto pagamento, poiché l'effetto liberatorio si produce solo quando il creditore consegue concretamente la disponibilità della somma. Poiché l'assegno non era mai stato incassato, veniva meno la principale spesa utilizzata dall'Ufficio per presumere una maggiore capacità reddituale. Ulteriori elementi, quali la permanenza della venditrice nell'immobile e la successiva donazione di altro immobile alla figlia, erano stati ritenuti compatibili con una possibile simulazione dell'operazione. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 38 del DPR 600/1973

    Accertamento sintetico del reddito

    L'accertamento fondato sulla capacità di spesa del contribuente può essere superato mediante prova contraria concreta e documentata. Nel caso esaminato, la prova che il prezzo dell'immobile non era stato effettivamente pagato ha fatto venir meno il presupposto della maggiore capacità reddituale.

  • Principi giurisprudenziali della Corte di cassazione sull'assegno bancario

    L'assegno bancario non costituisce un mezzo di pagamento di sicura copertura

    La semplice consegna di un assegno bancario non prova l'effettivo pagamento né l'estinzione dell'obbligazione. L'effetto liberatorio si verifica quando il creditore acquisisce concretamente la disponibilità giuridica della somma, circostanza esclusa quando l'assegno non viene presentato o incassato.

Massime di principio

  • Nell'accertamento sintetico, una spesa rilevante può essere utilizzata per presumere un maggior reddito solo se è dimostrato che la spesa è stata effettivamente sostenuta dal contribuente.
  • La presenza di un atto notarile che dichiara il pagamento non è necessariamente decisiva se il contribuente fornisce elementi concreti e coerenti che dimostrano la mancata effettiva corresponsione del prezzo.
  • La consegna di un assegno bancario, se non seguito dall'incasso, non dimostra da sola l'esborso economico né la disponibilità finanziaria impiegata dal contribuente.
  • La prova contraria deve essere valutata complessivamente, considerando anche il comportamento successivo delle parti, la disponibilità effettiva dei beni e gli eventuali rapporti familiari o negoziali sottostanti.
  • Quando viene meno la spesa principale sulla quale si fonda la presunzione di maggiore capacità reddituale, l'avviso di accertamento può essere annullato se l'Ufficio non dispone di ulteriori elementi autonomi sufficienti.

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