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Sentenza

Sentenza del 14/10/2016 n. 20796 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha contestato l'avviso di accertamento ICI sostenendo che, a seguito del decreto di occupazione d'urgenza, aveva perso il possesso e la disponibilità materiale dei terreni prima della stipula del rogito di cessione volontaria. Secondo la contribuente, l'obbligo tributario avrebbe dovuto cessare dalla data dell'occupazione, poiché il presupposto dell'ICI sarebbe stato il possesso effettivo dell'immobile e non la sola titolarità formale della proprietà. Ha dedotto la violazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 1 e 3, degli artt. 115 e 116 c.p.c. e un vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato infondate le eccezioni del Comune relative alla tardività, genericità e mancata produzione documentale del ricorso. Nel merito ha però rigettato il ricorso, stabilendo che l'occupazione d'urgenza, essendo coattiva e temporanea, non priva il proprietario del possesso giuridicamente rilevante ai fini ICI, fino all'espropriazione, all'ablazione o alla definitiva trasformazione del bene. Il proprietario resta quindi soggetto passivo dell'imposta anche se il terreno è detenuto o utilizzato da terzi. Nel caso concreto non è stata provata l'irreversibile trasformazione dei terreni né uno spossessamento definitivo a favore della Pubblica Amministrazione. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 1

    Il presupposto dell'imposta comunale sugli immobili è il possesso di fabbricati e di aree fabbricabili siti nel territorio dello Stato.

    Il presupposto dell'ICI è collegato al possesso giuridicamente rilevante dell'immobile. L'occupazione d'urgenza non determina automaticamente la perdita di tale possesso da parte del proprietario.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 3

    Sono soggetti passivi dell'imposta il proprietario degli immobili ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie.

    Il proprietario rimane obbligato al pagamento dell'ICI anche quando il bene sia materialmente detenuto o utilizzato da terzi, salvo il definitivo trasferimento o la perdita del possesso giuridico.

  • Art. 327 c.p.c.

    Termine di sei mesi per la proposizione del ricorso, maggiorato della sospensione feriale nei casi applicabili.

    Il ricorso per cassazione è stato ritenuto tempestivo perché spedito entro il termine decorrente dal deposito della sentenza.

  • Artt. 115 e 116 c.p.c.

    Le censure relative alla valutazione delle prove non hanno condotto all'accoglimento del ricorso, poiché la questione è stata risolta sulla base dell'interpretazione giuridica degli effetti dell'occupazione d'urgenza.

  • Art. 366 c.p.c.

    La Corte ha escluso l'inammissibilità del ricorso, ritenendo sufficientemente specifiche le censure e non necessaria la produzione dei documenti quando il motivo riguarda un errore di diritto.

Massime di principio

  • Ai fini dell'ICI, la sola occupazione d'urgenza o la detenzione materiale del terreno da parte di un ente pubblico o di un terzo non esclude automaticamente l'obbligo del proprietario.
  • Il proprietario resta normalmente soggetto passivo fino al decreto di esproprio, all'ablazione definitiva oppure alla prova di una irreversibile trasformazione del bene che comporti la perdita effettiva e giuridica del possesso.
  • La data della cessione volontaria o del trasferimento della proprietà può essere decisiva, ma non necessariamente coincide con la data in cui il terreno viene occupato o utilizzato dall'amministrazione.
  • Per ottenere l'esclusione dall'imposta non basta dimostrare la perdita della disponibilità materiale: occorre provare uno spossessamento definitivo, accompagnato dall'impossibilità di ripristinare il rapporto con il bene.
  • In controversie analoghe è essenziale documentare l'eventuale decreto di esproprio, l'ablazione, la definitiva realizzazione dell'opera pubblica e l'irreversibile trasformazione dei luoghi.

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