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Ordinanza

Ordinanza n. 3902/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Determinazione Dirigenziale Prot n. CO/1149/2026 del 18 maggio 2026 notificata in data 25 maggio 2026 emessa dal Municipio Roma X – Ufficio O.S.P. e Commercio Aree Pubbliche.

Giustizia amministrativa202607101

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di adeguamento della concessione di suolo pubblico per il posizionamento di tavoli, sedie, ombrellone, fioriere e perimetrazioni su carreggiata

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il diniego opposto da Roma Capitale all’istanza di adeguamento della concessione di occupazione di suolo pubblico già assentita per emergenza Covid-19. L’amministrazione ha fondato il diniego sul parere negativo dell’unità organizzativa competente, ritenendo l’occupazione in contrasto con l’art. 9, comma 5, del D.A.C. n. 118 del 6 marzo 2025, nonché sulla rilevata esistenza di un’occupazione abusiva di suolo pubblico non sanata. La ricorrente, anche in sede procedimentale, ha presentato osservazioni e, in giudizio, ha sostenuto che sul marciapiede sarebbero presenti fioriere e arredi collocati dal Comune, ma non ha fornito sostegno probatorio a tale affermazione. Dagli accertamenti degli agenti del X Gruppo Mare risultava inoltre che, a fronte di una concessione per 19,20 mq, l’esercente occupava complessivamente 33,39 mq.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ritenendo, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, insussistente il fumus boni iuris. In particolare, la ricorrente non ha provato l’affermazione secondo cui fioriere e arredi presenti sul marciapiede sarebbero stati collocati dal Comune; inoltre, il verbale degli agenti del 31 ottobre 2023 attestava un’occupazione di 33,39 mq, superiore ai 19,20 mq autorizzati dalla concessione. Tali elementi hanno sostenuto il diniego amministrativo fondato sul contrasto con la disciplina comunale e sull’occupazione abusiva non sanata. L’ordinanza non riconosce la fondatezza definitiva delle ragioni dell’amministrazione, limitandosi alla valutazione cautelare. Le spese della fase sono state compensate per la particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha respinto l’istanza ritenendo non sussistente, a una sommaria delibazione, il fumus di fondatezza.

  • art. 9, comma 5, D.A.C. n. 118 del 6 marzo 2025

    Parametro regolamentare comunale richiamato nel parere negativo e nel diniego, in relazione al contrasto dell’occupazione di suolo pubblico.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione di un diniego amministrativo può essere respinta quando, sulla base degli atti disponibili, emerga una significativa divergenza tra la superficie autorizzata e quella effettivamente occupata e non risultino provate le circostanze addotte dal ricorrente per giustificare l’occupazione eccedente.
  • La parte che invoca la collocazione di arredi o strutture da parte dell’amministrazione, al fine di escludere la propria responsabilità per un’occupazione di suolo pubblico contestata, deve fornire un adeguato sostegno probatorio a tale allegazione.
  • L’accertamento amministrativo dell’occupazione di una superficie superiore a quella autorizzata può costituire, nella fase cautelare, elemento idoneo a escludere il fumus boni iuris della domanda contro il diniego di adeguamento o sanatoria della concessione.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoPubblici esercizi e somministrazioneTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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