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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1863/2024 del 16/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Raimondo ha chiesto la rescissione del giudicato formato con la sentenza del Giudice di Pace di Termoli del 3/5/2021 (irrevo cabile il 18/6/2021) per incolpevole mancata conoscenza del procedimento. Sosteneva che la notifica del decreto di citazione e della sentenza era avvenuta al civico n. 132 di via Croce di San Martino in Pensilis mentre la sua residenza risultava al civico n. 130, con conseguente immissione dell'avviso nella cassetta postale sbagliata; inoltre dimostrava vita stabile all'estero. La Corte d'appello aveva rigettato l'istanza ritenendo che la relata attestasse la consegna a nome della Raimondo e che l'aver vissuto all'estero non dimostrasse una sottrazione volontaria alla vocatio in iudicium.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza della Corte d'appello e ha rinviato per nuovo esame. La Corte suprema ha rilevato che la Corte territoriale non aveva adeguatamente valutato che le notifiche erano risultate effettuate al civico 132 mentre la ricorrente risultava residente al civico 130, sicché non poteva ritenersi validamente perfezionata la notifica né provata la volontaria sottrazione alla conoscenza del processo. Di conseguenza è stato disposto il rinvio per un nuovo esame della questione da parte della Corte d'appello di Campobasso.

Norme richiamate

  • art. 590 cod. pen.

    Norma sostanziale che individua il reato contestato (lesioni); citata per indicare l'addebito penale a carico della Raimondo ma non rilevante ai fini della valutazione della validità della notifica

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Riferimento alla declaratoria dell'assenza: la Corte ha ritenuto che tale declaratoria non potesse essere pronunciata laddove non fosse provata la regolare notifica; la Cassazione ha rilevato che la Corte d'appello non aveva verificato adeguatamente la validità delle notifiche prima di escludere la rescissione

  • art. 8, L. 20 novembre 1986, n. 890

    Norma sulle modalità di notifica postale/avviso: dalla decisione emerge che l'immissione dell'avviso in una cassetta postale relativa a un numero civico diverso può impedire la conoscenza dell'atto da parte del destinatario e rendere la procedura notificatoria non valida

Massime di principio

  • La validità della notifica richiede il corretto recapito all'indirizzo completo (incluso il numero civico); la sola corrispondenza del nome del destinatario non è automaticamente sufficiente a dimostrare il corretto recapito.
  • Un errore nel numero civico o l'immissione dell'avviso in una cassetta postale riferibile a un civico diverso può rendere la notifica invalida e giustificare la rescissione del giudicato se l'imputato non ha avuto conoscenza dell'atto.
  • La residenza o stabile dimora all'estero non implica di per sé una volontaria sottrazione alla vocatio in iudicium; occorre valutare se l'imputato si sia posto consapevolmente nella condizione di non conoscere il processo.
  • La relata dell'ufficiale postale che attesta il tentativo di notifica e la sottoscrizione sull'avviso non sono, da sole, sempre sufficienti a provare che l'obiettivo informativo della comunicazione sia stato raggiunto quando vi siano elementi che indicano un recapito difforme.
  • In caso di contestazione sulla regolarità delle notifiche la Corte territoriale deve compiere un esame motivato e approfondito; in mancanza di adeguata valutazione la Cassazione annulla e rinvia per nuovo esame.

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