Circolare numero 146 del 1-7-1997
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare illustra l’avvio della prima fase della riorganizzazione dell’Istituto, coerente con la delibera CIV n. 9 del 17 luglio 1996 e con la sperimentazione svolta nelle sedi prototipo di Latina, Cuneo e Modena. L’obiettivo è estendere gradualmente un modello organizzativo per processi, rafforzando integrazione delle attività, flessibilità, formazione “sul campo” e sviluppo professionale del personale. Le Direzioni regionali, d’intesa con le sedi, dovranno definire piani operativi, monitorare gli esiti e coinvolgere le OO.SS. in sede locale.
Prime indicazioni operative per la riorganizzazione sperimentale dell’Istituto e gestione per processi
Prime indicazioni operative per la riorganizzazione sperimentale dell’Istituto
La circolare definisce la prima fase operativa della riorganizzazione dell’Istituto, in coerenza con gli indirizzi approvati dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza con deliberazione n. 9 del 17 luglio 1996. Il documento non interviene ancora sul nuovo assetto regolamentare, ma fissa criteri, obiettivi e modalità per avviare una sperimentazione estesa alle strutture periferiche, facendo leva sugli esiti positivi delle sedi prototipo.
Contesto e presupposti dell’intervento
La revisione organizzativa viene descritta come un processo complesso, che richiede non solo un ripensamento delle strutture, ma anche una nuova filosofia nell’uso della tecnologia e una diversa cultura del lavoro. In questa prospettiva, sono stati avviati due interventi preliminari: la reingegnerizzazione dell’architettura informatica e la sperimentazione organizzativa presso le sedi di Latina, Cuneo e Modena, svolta con la consulenza della Società Galgano.
La sperimentazione ha avuto l’obiettivo di integrare le attività di sede in due macroprocessi:
- il primo comprende la costituzione della posizione assicurativa e le prestazioni, con riferimento a pensioni e prestazioni temporanee;
- il secondo riguarda la riscossione contributi, la costituzione dei conti aziendali e la gestione delle partite creditizie.
Gli esiti hanno confermato la validità dell’architettura organizzativa ipotizzata e consentono di estendere il modello al resto delle strutture, anche in considerazione della prevedibile contrazione delle risorse umane.
Finalità della prima fase
La prima fase della riorganizzazione si colloca ancora all’interno degli assetti strutturali e delle posizioni organizzative previsti dalla normativa vigente. Il suo scopo principale è favorire un cambiamento culturale del personale, orientando:
- operatori e funzionari all’acquisizione di una metodologia di lavoro centrata sui risultati complessivi di servizio;
- i responsabili di struttura a ogni livello a una visione strategica delle problematiche organizzative e delle variabili da utilizzare per il raggiungimento degli obiettivi.
La recente sottoscrizione del Contratto Collettivo decentrato di Ente per il 1997 viene richiamata come condizione di fattibilità per l’avvio del percorso di cambiamento, in quanto pone le premesse per superare l’inadeguatezza dell’attuale sistema di inquadramento professionale rispetto alle esigenze organizzative.
Ruolo delle strutture periferiche, delle Direzioni regionali e delle SAP
Una volta definiti gli ambiti di riferimento, la responsabilità dell’attuazione dei progetti viene attribuita alle SAP. Queste opereranno sulla base di un piano predisposto dalle Direzioni regionali d’intesa con i Direttori di sede.
Il piano dovrà essere:
- portato a conoscenza delle OO.SS.;
- oggetto di confronto in sede locale, per assicurare il coinvolgimento sindacale sugli effetti della sperimentazione sulla qualità del lavoro e sulla professionalità dei dipendenti;
- monitorato e valutato dalle Direzioni regionali.
Le Direzioni regionali si avvarranno di team di progetto composti, in ogni caso, dai direttori delle strutture interessate e da soggetti competenti nelle funzioni di pianificazione e controllo, organizzazione, formazione e informatica.
Criteri di impostazione dei piani locali
I piani dovranno tenere conto delle peculiarità di ciascuna realtà territoriale, con riferimento a:
- livello di servizio;
- aree di crisi;
- disponibilità di risorse e professionalità;
- situazione logistica.
Al tempo stesso, dovranno contenere indicazioni precise su:
- fasi di realizzazione;
- tempi di attuazione;
- risparmi di risorse ottenibili;
- maggiore valore aggiunto perseguito dai progetti.
La circolare sottolinea inoltre che, in considerazione della complessità degli interventi, risultano difficilmente realizzabili progetti che coinvolgano più fasi di processo e più aree contemporaneamente. Le priorità dovranno quindi essere selezionate secondo criteri di efficienza e valore aggiunto, o di minore costo.
Aree di intervento prioritarie nella prima fase
Le azioni di riorganizzazione riguardano, in questa fase, tre ambiti principali:
- riscossione dei contributi;
- lavorazione dei contributi presenti sui conti individuali ai fini delle prestazioni;
- afflusso dei contributi sui conti individuali degli assicurati.
L’individuazione di tali aree risponde a due esigenze: normalizzare processi che già oggi incidono negativamente sulla qualità del servizio e sviluppare una professionalità degli operatori più ampia e orientata alla soluzione diretta dei problemi.
Particolare attenzione viene riservata alla sistemazione e normalizzazione dei conti assicurativi, che richiede il controllo della regolarità dei comportamenti aziendali e dell’esattezza dell’imputazione dei contributi sui diversi conti, richiamati come O1 M, Art./Comm., Ctr. Agricola, VV e LD.
Metodologia di intervento e formazione sul campo
La metodologia di intervento e la sua gradualità dovranno essere definite dalle Direzioni regionali d’intesa con i Direttori di sede, tenendo conto delle specificità locali e delle iniziative di riorganizzazione già in corso.
La circolare indica che i progetti dovranno:
- coinvolgere, di regola, un numero contenuto di operatori, secondo indicazioni concordate in ambito regionale;
- partire dall’impiego di professionalità similari all’interno delle aree individuate;
- essere attuati mediante formazione sul campo, secondo i criteri della circolare 117/97;
- puntare, nel lungo periodo, a ricomporre le linee di produzione oggi separate e a sviluppare professionalità integrate.
La documentazione elaborata nelle sperimentazioni delle sedi prototipo sarà inviata ai Direttori regionali per favorire una più compiuta definizione delle modalità operative.
Obiettivi funzionali e professionali di lungo periodo
La circolare colloca la riorganizzazione in una prospettiva di lungo periodo, orientata a due risultati complementari:
- sul piano organizzativo, la ricomposizione in un unico processo delle linee di produzione oggi separate, in particolare contributi individuali-prestazioni-pensioni e aziende-aziende individuali-recupero crediti;
- sul piano delle competenze individuali, lo sviluppo di risorse professionali capaci di operare con logiche integrate di produzione e servizio, includendo consulenza, relazione e produttività.
Viene precisato che non si intende tornare al modello dell’"operatore unico". L’obiettivo è invece ampliare le conoscenze complessive del processo all’interno dei gruppi di lavoro, attraverso l’azione formativa.
Interventi specifici per area
Per ciascun ambito vengono individuate linee di sviluppo specifiche.
Per l’area contributi individuali, si prevede l’ampliamento della competenza degli operatori a tutte le specificità delle varie tipologie di contribuzione.
Per l’area prestazioni temporanee, si mira ad ampliare la competenza degli operatori e a ricompattare attività oggi frammentate in settori specialistici di prodotto, comunque collegati all’interruzione del rapporto di lavoro.
Per il collegamento tra pensioni e posizioni assicurative, vengono prospettati due interventi convergenti, alternativi o successivi:
- l’allargamento delle competenze professionali degli operatori su tutte le fasi di gestione del conto, dall’apertura della posizione all’aggiornamento per riscatto, ricongiunzione, prosecuzione volontaria e istituti analoghi;
- il progressivo ampliamento delle competenze sulle attività connesse alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche e alla gestione del conto pensionato.
Per i conti aziendali, i conti dei contribuenti autonomi e i conti dei contribuenti agricoli, è previsto l’allargamento delle competenze degli operatori.
Per il recupero crediti, si prevede l’integrazione tra fase amministrativa e azione legale, mantenendo però distinta la competenza e la responsabilità delle due fasi. Restano riservate all’ufficio legale, come chiarito dal messaggio n. 31671 del 24 febbraio 1997, le attività strettamente professionali: contenzioso giudiziale, ricorso per decreto ingiuntivo, atti di precetto, richiesta di pignoramento e atti della procedura esecutiva, istanze di fallimento, azione di surroga e simili.
Conclusione operativa
La circolare, pur nell’attesa del nuovo quadro regolamentare, definisce quindi una cornice operativa immediata per avviare la sperimentazione della gestione per processi. Il modello è fondato su integrazione delle attività, rafforzamento delle competenze, utilizzo della formazione come leva di cambiamento, responsabilizzazione delle strutture periferiche e monitoraggio continuo dei risultati da parte delle Direzioni regionali.
Punti principali
Contesto e finalità della riorganizzazione
La circolare si colloca nel quadro della deliberazione n. 9 del 17 luglio 1996 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, che ha approvato le linee di ristrutturazione organizzativa e funzionale dell’Istituto. In attesa del nuovo quadro regolamentare e del ridisegno dell’ordinamento delle strutture periferiche, vengono fornite le prime indicazioni operative per avviare in via sperimentale il percorso di cambiamento.
Esiti della sperimentazione nelle sedi prototipo
La sperimentazione, svolta con la consulenza della Società Galgano presso Latina, Cuneo e Modena, ha verificato l’integrazione delle attività di sede in due macroprocessi: uno relativo alle posizioni assicurative e alle prestazioni (pensioni e prestazioni temporanee), l’altro relativo alla riscossione contributi, ai conti aziendali e alla gestione delle partite creditizie. Gli esiti hanno confermato la validità dell’architettura organizzativa ipotizzata.
Obiettivi della prima fase
La prima fase non comporta ancora la revisione degli assetti strutturali vigenti, ma mira a un rinnovamento culturale del personale. L’obiettivo è orientare operatori e funzionari a una logica di risultato complessivo di servizio e i responsabili di struttura a una visione strategica delle problematiche organizzative e funzionali.
Ruolo delle Direzioni regionali e delle SAP
Definiti gli ambiti di riferimento, l’attuazione dei progetti è affidata alle SAP, che opereranno sulla base di un piano predisposto dalle Direzioni regionali d’intesa con i Direttori di sede. Le Direzioni regionali curano anche il monitoraggio e la valutazione dei risultati, avvalendosi di team di progetto composti dai direttori delle strutture interessate e da soggetti competenti in pianificazione e controllo, organizzazione, formazione e informatica.
Coinvolgimento sindacale e formazione
Il piano sarà portato a conoscenza delle OO.SS. e il confronto sui progetti avverrà in sede locale, tenendo conto degli effetti sulla qualità del lavoro e sulla professionalità dei dipendenti. La formazione assume un ruolo centrale e deve essere utilizzata secondo i criteri della circolare 117/97, richiamata dal messaggio 10372 del 23 maggio 1997, con progetti di formazione sul campo.
Aree di intervento prioritarie
Nella prima fase le azioni di riorganizzazione riguardano soprattutto: riscossione dei contributi; lavorazione dei contributi residenti sui conti individuali ai fini delle prestazioni; afflusso dei contributi sui conti individuali degli assicurati. Particolare attenzione è riservata alla sistemazione e normalizzazione dei conti assicurativi e al controllo della corretta imputazione dei contributi sui diversi conti (O1 M, Art./Comm., Ctr. Agricola, VV e LD).
Criteri di selezione e progettazione degli interventi
La valutazione delle priorità è demandata alle Direzioni regionali, d’intesa con le SAP, che dovranno analizzare le risorse disponibili e progettare gli interventi. Poiché risultano difficilmente realizzabili progetti complessi su più fasi e più aree, le priorità vanno definite in base al maggiore valore aggiunto atteso e/o al minore costo. È inoltre essenziale la contiguità degli operatori coinvolti, da valorizzare anche attraverso la nuova architettura informatica di sede basata su LAN e l’analisi delle condizioni logistiche.
Metodologia operativa e progressione degli interventi
La metodologia e la gradualità degli interventi dipendono dalle specificità locali e dalle iniziative già avviate dalle sedi. Gli interventi dovranno essere realizzati con gruppi di operatori limitati, preferibilmente con professionalità similari, e mediante progetti di formazione sul campo. Le modalità operative saranno meglio definite attraverso la documentazione elaborata nelle sperimentazioni delle sedi prototipo.
Obiettivi organizzativi di lungo periodo
Gli interventi sono finalizzati, in prospettiva, alla ricomposizione in un unico processo delle linee di produzione oggi frammentate: da un lato contributi individuali-prestazioni-pensioni, dall’altro aziende-aziende individuali-recupero crediti. Sul piano professionale, si mira a sviluppare risorse capaci di esprimere professionalità integrate, con competenze di produzione, servizio, consulenza e relazione.
Sviluppo delle competenze per area
Sono indicati specifici obiettivi di ampliamento delle competenze: per l’area contributi individuali, estensione della competenza a tutte le tipologie di contribuzione; per le prestazioni temporanee, ricomposizione delle attività frammentate; per pensioni e posizioni assicurative, rafforzamento del collegamento tra gestione del conto e liquidazione delle prestazioni, anche mediante interventi sull’intero ciclo del conto; per i conti aziendali, autonomi e agricoli, allargamento delle competenze operative; per il recupero crediti, integrazione tra fase amministrativa e fase legale, fermo restando che all’ufficio legale restano le attività strettamente professionali, come contenzioso giudiziale, decreti ingiuntivi, precetti, pignoramenti, istanze di fallimento e azione di surroga.
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