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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40572/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso il rigetto dell'istanza di sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente contestava la mancata valutazione decisiva delle dichiarazioni del collaborante Filippo Scordino, rese il 2/7/2021, secondo cui il sodalizio dedito allo spaccio si sarebbe sciolto nel settembre 2019, deducendo che tale elemento nuovo avrebbe fatto venire meno il pericolo di reiterazione e quindi le esigenze cautelari previste dall'art. 274 c.p.p. Contestava inoltre motivazione generica e uso di frasi stereotipate da parte del Tribunale del riesame.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame aveva esaminato le dichiarazioni di Scordino ma le aveva giudicate non dirimenti, avendo indicato specifici elementi fattuali a sostegno della perdurante sussistenza delle esigenze cautelari: modalità della condotta del ricorrente e grado di coinvolgimento nell'attività illecita (trattative con fornitori, cessione e trasporto di stupefacenti) che denotano stabile inserimento in contesti delinquenziali. La Corte ha inoltre escluso la sussistenza di vizi motivazionali rilevanti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; la sentenza è stata trasmessa alla cancelleria per gli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i presupposti per l'applicazione delle misure cautelari personali; richiede la motivazione concreta sulla sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio, di reiterazione). Nel caso la Corte ha valutato che il Tribunale ha motivato la perdurante esigenza cautelare con elementi specifici relativi al ruolo e alle condotte del ricorrente

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Disposizione che consente il trattamento cartolare di alcuni procedimenti (decisone senza discussione orale), applicata insieme all'art.7 del d.l. n.105/2021 per lo svolgimento del procedimento in forma cartolare

  • art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    Norma collegata che ha introdotto o confermato modalità semplificate per la trattazione cartolare di procedimenti, come richiamato nella sentenza

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma di carattere procedurale relativa agli adempimenti della cancelleria dopo la decisione; qui la Corte manda gli atti alla cancelleria per gli adempimenti previsti

Massime di principio

  • La mera acquisizione di dichiarazioni di collaboratori che indicano la cessazione di un sodalizio criminoso non è automaticamente dirimente: il giudice valuta se tali dichiarazioni effettivamente escludono il concreto pericolo di reiterazione e può ritenere persistenti le esigenze cautelari se permangono elementi indicativi di pericolosità personale
  • La motivazione che conferma una misura cautelare deve indicare elementi specifici e non solo affermazioni stereotipate; tuttavia, anche una motivazione sintetica è valida se enuncia punti fattuali specifici collegati alle esigenze cautelari (es. ruolo, modalità di condotta, rapporti con fornitori, attività di cessione/trasporto)
  • In sede di cassazione è necessario non limitarsi a contestare la presunta genericità della motivazione ma indicare in che modo gli elementi di fatto evocati dal giudice siano errati o illogici; se la difesa non contesta la ricostruzione fattuale, la Corte è meno incline ad accogliere il ricorso
  • Quando il procedimento è trattato in forma cartolare, il ricorrente deve porre con precisione gli elementi nuovi e rilevanti che giustifichino una revoca della misura, tenendo conto che l'assenza di udienza non preclude una valutazione complessiva della congruità della motivazione

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