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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26500/2023 del 20/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Napoli del 22/06/2022 che aveva revocato l'ordine di demolizione di un terrazzo di copertura di mq 40, chiuso e adibito a vano cucina, disposto in esecuzione della sentenza di condanna per abusi edilizi del 31/03/2017. Il Pubblico ministero deduceva violazione di legge e vizio di motivazione: a suo avviso il Giudice non aveva valutato l'atteggiamento di sfida della ricorrente (che, in qualità di custode, aveva proseguito l'attività edilizia nonostante il sequestro) e aveva applicato erroneamente il principio di proporzionalità, senza considerare che l'abuso consisteva in un ampliamento/chiusura di terrazzo già abusivo e non in un'opera indispensabile all'abitazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Napoli. La motivazione è che il Giudice dell'esecuzione ha applicato in modo inesatto il principio di proporzionalità: essendo il manufatto un ampliamento dell'abitazione, il giudice di merito doveva verificare se la chiusura del terrazzo fosse "assolutamente indispensabile" alla conduzione della vita personale e familiare della ricorrente. Non essendosi compiuta tale verifica, la decisione è stata cassata e rinviata per un nuovo esame da altro giudice del Tribunale che valuterà la proporzionalità e l'indispensabilità rispetto all'interesse abitativo e agli altri valori costituzionali.

Norme richiamate

  • Costituzione

    Il diritto all'abitazione riconosciuto in correlazione agli artt. 2 e 3 Cost. non è assoluto e va bilanciato con altri interessi costituzionali come l'ordinato sviluppo del territorio e la salvaguardia dell'ambiente.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

    Il diritto alla vita privata e familiare e all'abitazione (art. 8 CEDU) è un valore da considerare ma non prevale automaticamente sugli interessi pubblici; occorre bilanciamento attraverso il principio di proporzionalità.

  • Principio di proporzionalità

    Deve essere verificato se la misura demolitoria sia proporzionata all'interesse pubblico, in particolare valutando se il manufatto abusivo sia "assolutamente indispensabile" per l'esercizio del diritto all'abitazione; se non indispensabile, la demolizione può essere legittima.

  • Giurisprudenza di legittimità (precedente)

    Cass. sent. n. 48021 del 11/09/2019, Giordano, Rv. 277994-01

    La Corte ha già affermato che il diritto all'abitazione non è assoluto e che l'ordine di demolizione può essere legittimo quando riguarda vani accessori non assolutamente indispensabili per il diritto abitativo.

Massime di principio

  • Il diritto all'abitazione (artt. 2 e 3 Cost., art. 8 CEDU) deve essere bilanciato con l'interesse pubblico all'ordinato sviluppo del territorio e alla tutela ambientale; non è un diritto assoluto.
  • Nel decidere su una richiesta di sospensione o revoca dell'ordine di demolizione, il giudice deve applicare il principio di proporzionalità verificando in concreto se l'opera abusiva sia "assolutamente indispensabile" per la vita personale e familiare dell'interessato.
  • I manufatti che costituiscono ampliamenti o vani accessori dell'abitazione sono più facilmente considerabili non indispensabili e quindi soggetti all'ordine di demolizione rispetto a spazi essenziali all'abitare.
  • Il comportamento del custode dell'immobile (es. prosecuzione dei lavori nonostante il sequestro) può essere valutato negativamente e incidere sulla valutazione di proporzionalità, riducendo la possibilità di concedere misure favorevoli all'abusivo.
  • In presenza di dubbi sul carattere indispensabile dell'opera, il rimedio corretto è la valutazione di merito da parte del giudice competente con motivazione puntuale sulla incidenza dell'opera sulla vita familiare e sulle esigenze di tutela del territorio.
  • Le decisioni di merito che revocano ordini demolitori senza adeguata verifica dell'indispensabilità sono esposte a cassazione e possibile annullamento con rinvio.

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