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Sentenza

Sentenza del 20/01/2017 n. 1544 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il recupero a tassazione, ai fini IRES, IRAP e IVA per l'anno 2004, di varie somme corrisposte da Eurodrink ai gestori dei punti vendita, tra cui compensi extra-contrattuali e premi discrezionali, nonché un contributo di 200.000 euro erogato nell'ambito di un'associazione in partecipazione. L'Agenzia contestava, tra l'altro, che tali costi non fossero adeguatamente provati come inerenti all'attività d'impresa. Eurodrink sosteneva invece la legittimità e la deducibilità delle erogazioni. Con il ricorso incidentale, la società contestava inoltre che la Commissione regionale avesse dichiarato indeducibile il contributo per la sua natura pluriennale, questione non dedotta dall'Amministrazione finanziaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate limitatamente ai motivi relativi alla nozione di inerenza e alla distribuzione dell'onere della prova, ritenendo insufficiente la motivazione della Commissione regionale, che aveva confuso la legittimità civilistica dell'erogazione con la sua concreta funzionalità economica all'attività d'impresa. Ha inoltre accolto il primo motivo del ricorso incidentale di Eurodrink, rilevando che il giudice regionale era incorso in ultrapetizione dichiarando l'indeducibilità del contributo per la sua natura pluriennale, senza che tale questione fosse stata posta dall'Amministrazione. Il secondo motivo incidentale è stato dichiarato assorbito. La sentenza è stata cassata nei punti accolti e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale della Liguria, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109

    Per la deducibilità dei costi occorre dimostrare l'inerenza, intesa come concreta relazione funzionale tra la spesa e l'attività d'impresa potenzialmente idonea a produrre utili.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19

    Ai fini della detrazione IVA, il contribuente deve provare, mediante elementi obiettivi, la concreta strumentalità del bene o servizio rispetto all'attività economica esercitata.

  • Codice civile, art. 2697

    L'onere di provare i fatti costitutivi del diritto alla deduzione o alla detrazione, compresa l'inerenza e, ove contestata, la coerenza economica della spesa, grava sul contribuente.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 108 e 109

    Le questioni relative alla qualificazione e alla deducibilità temporale dei componenti negativi sono state dedotte in via subordinata dalla società, ma il relativo motivo è rimasto assorbito.

Massime di principio

  • La semplice legittimità civilistica o contrattuale di un pagamento non dimostra automaticamente la sua inerenza fiscale: il contribuente deve provare la concreta utilità o funzionalità della spesa rispetto agli obiettivi dell'impresa.
  • L'onere della prova dell'inerenza e della coerenza economica del costo grava sul contribuente, soprattutto quando l'Amministrazione contesta pagamenti discrezionali o non obbligatori.
  • Compensi extra-contrattuali, premi discrezionali o altre erogazioni prive di un obbligo giuridico costituiscono un indizio di possibile antieconomicità; tale indizio deve essere superato con documentazione specifica sull'attività svolta e sui risultati o vantaggi attesi.
  • Ai fini IVA è necessaria una prova obiettiva della strumentalità del bene o servizio all'attività d'impresa, non essendo sufficiente la mera contabilizzazione della spesa.
  • Il giudice tributario deve decidere entro i limiti delle contestazioni contenute nell'atto impositivo e dei motivi dedotti dalle parti; non può fondare la decisione su una causa o una qualificazione fattuale nuova, sulla quale non vi sia stato contraddittorio.
  • In caso di cassazione con rinvio, il giudice di rinvio dovrà riesaminare le spese alla luce dei principi stabiliti dalla Corte e pronunciarsi solo sulle questioni effettivamente devolute.

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