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Ordinanza

Ordinanza n. 48/2026 - Bolzano, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600114

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TRGA Bolzano, Sez. autonomaOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Aggiudicazione a favore di altra impresa di una gara per interventi di consolidamento del pendio e protezione della sede autostradale, unitamente agli atti di gara, alla valutazione di non anomalia dell’offerta e al parziale diniego di accesso e di autotutela

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il raggruppamento ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione e gli ulteriori atti della procedura, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Tra le censure esaminate in sede cautelare sono state prospettate la violazione del limite di pagine imposto dalla lex specialis, asseritamente tradottasi in un indebito vantaggio per l’aggiudicataria, carenze istruttorie nella valutazione dell’offerta e l’asserita insostenibilità economica dell’offerta di Dolomiti Rocce S.r.l. Il ricorso contestava inoltre il parziale riscontro all’istanza di accesso agli atti e il rigetto dell’istanza di sospensione, riesame e autotutela.

La decisione

Il Tribunale ha rigettato la domanda cautelare. In questa fase, caratterizzata da un esame sommario, non ha ravvisato apprezzabili elementi di fumus boni iuris. In particolare, non sono stati forniti elementi sufficienti per dimostrare che la violazione del limite di pagine della lex specialis abbia prodotto un concreto indebito vantaggio per l’aggiudicataria, né che la riedizione della procedura avrebbe potuto condurre a un punteggio inferiore per quest’ultima e, conseguentemente, all’aggiudicazione al raggruppamento ricorrente. Sono state ritenute non sufficientemente dimostrate anche le dedotte carenze istruttorie e le ragioni concrete dell’asserita insostenibilità economica dell’offerta. In mancanza di fumus, il periculum in mora è stato ritenuto irrilevante. La trattazione di merito è stata fissata per il 30 settembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate integralmente.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti cautelari previsti dal codice del processo amministrativo; il difetto di fumus boni iuris ha condotto al rigetto, rendendo non rilevante il periculum in mora.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la contestazione della violazione di una prescrizione della lex specialis relativa ai limiti di estensione dell’offerta non è sufficiente, da sola, a fondare il fumus boni iuris: il ricorrente deve fornire elementi idonei a dimostrare che la violazione abbia prodotto un concreto vantaggio competitivo o valutativo per l’aggiudicatario.
  • Ai fini della tutela cautelare in una procedura di gara, occorre prospettare e dimostrare, anche in termini prognostici, che l’eventuale riedizione della procedura potrebbe modificare la graduatoria in senso favorevole al ricorrente; la mera astratta possibilità di un diverso punteggio non è sufficiente.
  • Le censure relative a carenze istruttorie nella valutazione dell’offerta devono essere accompagnate da elementi concreti che consentano di apprezzarne la rilevanza già nella fase cautelare.
  • Quando manca un apprezzabile fumus boni iuris, il giudice può ritenere non rilevante l’esame del periculum in mora e rigettare la domanda cautelare.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaOfferta e valutazioneAggiudicazione, revoca e annullamento della garaTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieBando e lex specialisAnomalia dell'offerta
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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