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Sentenza

Sentenza n. 1380/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 212/25 del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, pubblicata in data 25.4.25;

Giustizia amministrativa202502458

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della carta del docente per gli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 212/2025 del Tribunale di Grosseto, notificata al Ministero il 28 aprile 2025 e passata in giudicato il 1° settembre 2025. La sentenza aveva accertato il diritto della ricorrente al beneficio previsto dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per tre anni scolastici e aveva condannato il Ministero ad adottare ogni atto necessario per consentirne il godimento. Dedotta l'inerzia dell'amministrazione, la ricorrente ha chiesto che fosse ordinato l'accreditamento di complessivi 1.500 euro, oltre agli interessi legali. Il ricorso per ottemperanza è stato notificato dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Il Ministero non si è costituito e non ha contestato l'inottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del giudice del lavoro era stata notificata all'amministrazione, era passata in giudicato e che risultava rispettato il termine dilatorio di 120 giorni per l'avvio dell'esecuzione. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, accreditando mediante carta del docente 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025. Ha escluso gli interessi legali perché non previsti dal dispositivo della sentenza da eseguire. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, con termine di sessanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio della carta del docente riconosciuto alla ricorrente dal giudicato del giudice del lavoro.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di 120 giorni che deve essere rispettato prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti dell'amministrazione; il TAR ne ha verificato il rispetto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di dare esecuzione a una sentenza passata in giudicato, quando il titolo sia stato notificato e risulti decorso il termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.
  • L'ordine di ottemperanza deve mantenersi entro i limiti oggettivi del giudicato: non possono essere riconosciuti accessori, come gli interessi legali, se essi non risultano dal dispositivo della sentenza da eseguire.
  • In caso di persistente inottemperanza, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, fissando il termine e individuando l'organo o il funzionario incaricato di compiere gli adempimenti sostitutivi.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereTermini del procedimento

Testo integrale

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