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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7832/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione di legge in relazione all'art. 124 c.p. (termine per la presentazione della querela), sostenendo che il termine non può decorrere solo quando la persona offesa conosce tutte le generalità dell'autore del fatto; nel caso di furto commesso da ignoti la persona offesa verrebbe ingiustamente privata della possibilità di rimettersi in termini. Nel caso concreto si contestava la decorrenza del dies a quo: la sottrazione di assegni era avvenuta alcune settimane prima del 09/02/2013, era stata fatta una denuncia orale di smarrimento il 07/03/2013, la persona offesa avrebbe appreso del furto solo in maggio a seguito di tentativi di incasso, e la querela era stata presentata il 20/09/2013 ritenuta quindi intempestiva dal ricorrente

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di Appello, richiamando la giurisprudenza consolidata secondo cui il termine per la querela decorre dal momento in cui la vittima ha conoscenza certa, basata su elementi seri e concreti, della fattispecie sia nella sua dimensione oggettiva sia nella sua dimensione soggettiva (ossia conoscenza dell'autore). Nel caso in esame la Corte ha rilevato che Paolo Giorgetti avrebbe confessato nei primi giorni di agosto 2013 di essersi impossessato degli assegni, e solo da quel momento la persona offesa avrebbe avuto piena conoscenza dell'identità dell'autore; inoltre la questione del dies a quo comporta valutazioni di fatto che sono precluse alla decisione di legittimità. Per effetto dell'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende (art. 616 c.p.p.)

Norme richiamate

  • art. 124 cod. pen.

    Il termine per la presentazione della querela decorre dal momento in cui la persona offesa ha conoscenza certa, sulla base di elementi seri e concreti, della dimensione oggettiva e soggettiva del reato; non basta il mero sospetto o la conoscenza del fatto oggettivo se non è acclarata l'identità dell'autore

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Motivo di ricorso per la cassazione basato sulla violazione di legge; la Corte ha ritenuto la deduzione infondata e inammissibile perché la questione imponeva valutazioni di fatto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso

  • artt. 99, comma quarto; 624; 61 n. 11 c.p.; richiamo art. 648 c.p. (imputazione originaria)

    Norme sostanziali riferite al reato per cui il ricorrente era stato condannato in grado di merito (furto/sottrazione di assegni), indicate per inquadrare la fattispecie penale oggetto del processo

Massime di principio

  • Il termine per proporre querela decorre quando la vittima ha conoscenza certa, fondata su elementi seri e concreti, sia del fatto che dell'identità dell'autore; la semplice consapevolezza del fatto oggettivo o dei sospetti non è sufficiente
  • Se l'accertamento del dies a quo richiede l'esame di prove o di circostanze di fatto (per es. quando la persona offesa ha effettivamente appreso l'identità dell'autore tramite confessione o indagini), la valutazione è di merito e non compete alla Corte di Cassazione
  • In ricorso per cassazione va privilegiata la deduzione di profili giuridici astratti e non una rinegoziazione dei fatti accertati in sede di merito; i motivi che chiamano in causa valutazioni probatorie sono spesso inammissibili
  • In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a versamenti alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Il 'favor rei' non estende automaticamente i termini di querela quando la vittima non conosce l'autore; la giurisprudenza prevalente richiede elementi concreti di certezza per far decorrere il termine

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