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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22428/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per inosservanza o erronea applicazione della legge penale e manifesta illogicità della motivazione per il mancato accoglimento della richiesta di sostituzione della pena detentiva breve con una pena pecuniaria ai sensi dell'art. 20‑bis c.p.; la difesa aveva chiesto la pena sostitutiva in sede di conclusioni scritte e sostiene che la Corte territoriale non si sia pronunciata sulla richiesta

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha confermato che la sostituzione della pena con sanzione pecuniaria non può essere disposta d'ufficio e, in sede di appello trattato in forma cartolare, la richiesta di applicazione di una pena sostitutiva deve essere formulata con l'atto di impugnazione o con i motivi nuovi; la richiesta presentata nelle conclusioni scritte è quindi intempestiva. La sentenza di merito (Corte d'appello del 30/05/2024 che confermava la sentenza del Tribunale di Chieti del 18/10/2021) che aveva condannato la ricorrente per il reato di furto (artt. 110, 624, 625 nn. 2 e 7 c.p.) a 2 mesi di reclusione e 60,00 euro di multa è stata mantenuta e la ricorrente condannata alle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma della concorso di persone nel reato; utilizzata per descrivere la fattispecie di concorso con altro soggetto non identificato

  • art. 624 cod. pen.

    Delitto di furto: norma sostanziale alla base della condanna confermata

  • art. 625, nn. 2 e 7, cod. pen.

    art. 625, nn. 2 e 7, cod. pen.

    Aggravanti del furto contestate e valutate in relazione all'attenuante riconosciuta

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Circostanza attenuante applicata e ritenuta equivalente alle aggravanti contestate

  • art. 20‑bis cod. pen.

    Disciplina delle pene sostitutive per pene detentive brevi; il punto controverso era la tempestività della richiesta di applicazione di tale istituto in appello

  • art. 597, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 597, comma 1, cod. proc. pen.

    Limita la cognizione del giudice di appello ai punti della decisione oggetto di impugnazione o ad essi connessi: istituto invocato per sostenere che richieste formulate nelle conclusioni scritte non devolvono la questione alla Corte

  • art. 598‑bis cod. proc. pen. (introdotto dal d.lgs. 19/03/2024 n. 31)

    art. 598-bis, comma 1‑bis e successivi, cod. proc. pen. (introdotto dall'art. 2, comma 1, lett. z), d.lgs. 19/03/2024, n. 31)

    Regola la possibilità, nei giudizi di appello a trattazione scritta, di esprimere il consenso alla sostituzione della pena fino a 15 giorni prima dell'udienza (cartolare) o fino alla data dell'udienza (partecipata), ma conferma la necessità che l'applicazione sia stata oggetto di specifico motivo di impugnazione; introduce procedure e termini per la corte per acquisire informazioni e fissare udienza per la sostituzione

  • art. 545‑bis cod. proc. pen.

    art. 545-bis, comma 2, cod. proc. pen.

    Contiene gli atti, documenti e informazioni che la Corte deve acquisire per valutare la sostituzione della pena; la Cassazione richiama l'obbligo di acquisizione in caso di sostituzione

  • art. 53 legge 24/11/1981 n. 689

    art. 53, l. 24/11/1981, n. 689

    Elenca le pene sostitutive e le sanzioni sostitutive previste; richiamata in relazione ai tipi di sanzioni che possono sostituire la detentiva

  • art. 95 d.lgs. n. 150/2022

    art. 95, d.lgs. n. 150 del 2022

    Disciplina transitoria relativa all'applicazione delle nuove pene sostitutive, citata per spiegare gli orientamenti giurisprudenziali precedenti alla modifica del 2024

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme sul contenuto del motivo di ricorso per cassazione; utilizzate per inquadrare le censure svolte dal ricorrente

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla motivazione in cassazione; richiamata perché il ricorso riporta la motivazione nei limiti strettamente necessari

Massime di principio

  • In appello trattato in forma cartolare la richiesta di applicazione di una pena sostitutiva deve essere formulata con l'atto di impugnazione o con i motivi nuovi: le conclusioni scritte, da sole, non devolvono la questione alla Corte.
  • Per le sanzioni sostitutive già previste dalla normativa anteriore (es. pena pecuniaria), valgono le regole ordinarie dell'art. 597 c.p.p.: la richiesta tardiva nelle conclusioni è inammissibile.
  • La riforma (art. 598-bis c.p.p., d.lgs. 19/03/2024 n. 31) riconosce termini più chiari per esprimere il consenso e per la trattazione cartolare, ma non elimina la necessità che l'applicazione della pena sostitutiva sia oggetto di specifico motivo di impugnazione, salvo l'eccezione dei casi in cui la decisione sull'impugnazione modifica l'assetto sanzionatorio rendendo applicabile la sostituzione.
  • Il giudice di appello non può sostituire la pena d'ufficio: l'istanza deve provenire dall'imputato e, se richiesta, la Corte deve acquisire gli atti e le informazioni previste (art. 545-bis) e, se del caso, fissare udienza specifica.
  • Per evitare il rigetto per intempestività, il difensore deve esporre espressamente e per tempo la richiesta di pena sostitutiva nell'atto di appello o nei motivi nuovi; in mancanza, deve valutare l'opportunità di memorie aggiuntive entro i termini perentori previsti dalla disciplina processuale.
  • Se la sostituzione richiede il consenso dell'imputato (cartolare: fino a 15 giorni prima; partecipata: fino alla data dell'udienza), occorre far pervenire tale consenso nei termini previsti dalla normativa vigente.

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