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Ordinanza

Ordinanza n. 7303/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM di rigetto della richiesta di concessione della cittadinanza italiana ex art. 9, comma 1 lettera f) legge 5 febbraio 1992 n.91- K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202111452

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto ministeriale di rigetto della richiesta di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno che ha respinto la richiesta di concessione della cittadinanza italiana per residenza. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. L'ordinanza è stata adottata nell'ambito dell'organizzazione delle udienze di smaltimento dell'arretrato, per verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione della causa. Il Ministero ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato e il ricorrente ha depositato documentazione integrativa.

La decisione

Il Collegio ha accertato che persiste l'interesse alla decisione e che il fascicolo processuale risulta integrato mediante il deposito degli atti dell'Amministrazione e della documentazione integrativa della parte ricorrente. Non è stata definita nel merito la legittimità del diniego di cittadinanza. Il fascicolo è stato trasmesso al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato, con mandato alla Segreteria per gli adempimenti conseguenti. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    Costituisce la base normativa della richiesta di concessione della cittadinanza italiana oggetto del diniego impugnato; l'ordinanza non ne interpreta il contenuto.

  • art. 46 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento dell'obbligo dell'Amministrazione di depositare il fascicolo del procedimento.

  • artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Sono richiamati in relazione all'organizzazione della trattazione e al divieto di differimento della causa, salvo eccezionali motivi, nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice amministrativo può verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione della causa prima di procedere alla calendarizzazione della trattazione.
  • Quando l'interesse alla decisione persiste e il fascicolo è stato compiutamente integrato con il deposito degli atti dell'Amministrazione e della documentazione della parte, il fascicolo può essere trasmesso al Presidente del tribunale per la fissazione dell'udienza di smaltimento, senza definire anticipatamente il merito della controversia.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

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