Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30937/2024 del 29/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che l'aveva condannata per il reato previsto dall'art. 7 del d.l. 28 gennaio 2019, n. 4 (indebita percezione del reddito di cittadinanza). I mezzi di impugnazione principali erano: (1) la doglianza che la disciplina incriminatrice era stata abrogata dalla legge di bilancio n. 197/2022 (art. 1, comma 318) e che quindi il fatto "non costituisce reato" alla data della sentenza d'appello; la ricorrente sosteneva altresì che la lex mitior doveva operare anche in periodo di vacatio legis; (2) la censura che alla base della condanna mancava il dolo, essendo la ricorrente una suora che avrebbe semplicemente sottoscritto moduli predisposti dalla madre superiora su sue indicazioni (profilo di fatto e di dolo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo: l'abrogazione prevista dalla legge di bilancio n. 197/2022 produceva effetto dal 1° gennaio 2024 (con alcune eccezioni) e, nel frattempo, il d.l. 4 maggio 2023, n. 48 (conv. con modificazioni dalla l. 3 luglio 2023, n. 85) all'art. 13, comma 3, ha chiaramente stabilito che le disposizioni di cui all'art. 7 del d.l. n. 4/2019 continuano ad applicarsi per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023. La Corte ha inoltre motivato che, pur riconoscendo il principio di retroattività della norma più favorevole (lex mitior), questo principio può subire deroghe o limitazioni quando vi siano valide ragioni giustificative della legge ordinaria; nel caso di specie il legislatore ha operato una "staffetta" tra reddito di cittadinanza e assegno di inclusione mantenendo la punibilità delle condotte fraudolente, per cui la deroga alla retroattività è ragionevole. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato la censura inammissibile perché attinente alla valutazione del dolo e dunque a fatti di merito non sindacabili in sede di legittimità. Conseguenza: confermata la condanna a un anno di reclusione irrogata in primo grado e confermata in appello.

Norme richiamate

  • Legge 19 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 318

    "A decorrere dal 1° gennaio 2024 gli articoli da 1 a 13 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, sono abrogati ad eccezione degli articoli 4, comma 15-quater, 6, comma 2, commi da 6-bis a 6-quinquies e comma 8-bis, 7-bis, 9-bis, 10, comma 1-bis, 11, 11-bis, 12, commi da 3 a 3-quater e 8 e 13, comma 1-ter."

    L'abrogazione formale della disciplina sul reddito di cittadinanza è prevista con efficacia differita al 1° gennaio 2024; la Corte ha ritenuto che la mera vigenza della norma abrogante non comporti automaticamente efficacia immediata in contrasto con la specifica data differita.

  • Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (conv. con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26), art. 7

    Contiene la fattispecie incriminatrice contestata (indebita percezione del reddito di cittadinanza); fino alla data di efficacia dell'abrogazione la norma rimaneva applicabile e puniva le condotte contestate alla ricorrente.

  • Decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, art. 13, comma 3 (convertito dalla L. 3 luglio 2023, n. 85)

    "Al beneficio di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 7 del medesimo decreto-legge, vigenti alla data in cui il beneficio è stato concesso, per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023."

    Norma salvaguarda l'applicabilità dell'art. 7 per i fatti commessi fino al 31/12/2023; la Corte ha ritenuto che tale disposizione renda irrilevante l'argomento dell'abrogazione anteriore alla sentenza di appello.

  • Art. 2 cod. pen. (principio della lex mitior)

    Stabilisce la retroattività della norma penale più favorevole; la Corte ha ricordato che questo principio opera, ma può essere oggetto di deroghe da parte della legislazione ordinaria quando sussistano giustificati motivi.

  • Giurisprudenza della Corte EDU (sent. Scoppola c. Italia, 17/9/2009; Morabito c. Italia, 27/4/2010) e Corte costituzionale (più sentenze richiamate)

    La Corte EDU riconosce il principio della retroattività della legge più favorevole, ma non ha escluso che in presenza di ragioni giustificative il principio possa subire limitazioni. La Corte costituzionale ha condiviso che la lex mitior ha fondamento costituzionale ma può essere derogata da legislazione ordinaria motivata; la Corte di Cassazione ha richiamato questi orientamenti per sostenere la ragionevolezza della deroga nella fattispecie concreta.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra vigenza di una norma (entrata in vigore) ed efficacia/operatività: se una legge abrogante indica una data differita di efficacia, fino a tale data la disciplina previgente continua a operare.
  • Il principio della retroattività della lex mitior (art. 2 cod. pen.) è regola generale ma non assoluta: l'ordinamento e la giurisprudenza consentono che il legislatore introduca deroghe o limiti quando sussistano valide ragioni giustificative, valutabili anche alla luce degli strumenti sovranazionali (Corte EDU).
  • Quando la legge successiva sostituisce una misura assistenziale con un'altra ("staffetta" normativa), il legislatore può mantenere la punibilità delle condotte fraudolente nel periodo transitorio; ciò può giustificare l'irretroattività della norma più favorevole.
  • In sede di cassazione non sono ammissibili censure che riguardano la valutazione di fatto e del dolo tipiche del giudizio di merito: le questioni di prova e la valutazione soggettiva dell'imputato devono essere dedotte e valutate in grado di merito; in Cassazione sono sindacabili solo profili di diritto e errori logico-giuridici.
  • Prima di invocare la lex mitior occorre verificare tutte le successive modifiche legislative e le eventuali clausole di salvezza o proroga: una norma sopravvenuta favorevole non è automaticamente applicabile se una diversa norma intermedia ha espressamente preservato l'applicazione della precedente per fatti in un certo arco temporale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.