Cassazione Penale, Sentenza n. 37493/2023 del 14/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in Cassazione avverso la conferma di condanna per detenzione ai fini di spaccio di circa 1 kg di hashish (10 panetti) rinvenuti nel ciclomotore nella disponibilità dell'imputato. La difesa ha proposto più censure: 1) inutilizzabilità degli esiti della perquisizione e del sequestro perché scaturiti da una segnalazione anonima (violazione artt. 333, 191 c.p.p.); 2) insufficienza e contraddittorietà della motivazione sulla responsabilità per finalità di spaccio, con eccessivo rilievo al dato quantitativo e al luogo del rinvenimento; 3) mancata applicazione dell'art. 73, comma 5, DPR 309/90 (ipotesi di minore offensività/uso personale); 4) difetto di motivazione sul riconoscimento della recidiva specifica; 5) vizio nella dosimetria della pena e carenza motivazionale sulla scelta dei criteri di determinazione della pena.
La decisione
Il ricorso è rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto legittima l'attività investigativa svolta, anche se originata da segnalazione anonima, atteso che l'art.103 DPR 309/90 autorizza perquisizioni di prevenzione nel settore degli stupefacenti se sussistono urgenza e coordinamento col PM; dunque la perquisizione dell'abitazione e del ciclomotore e il conseguente sequestro del corpo di reato erano utilizzabili. La Corte ha escluso che l'art.333 c.p.p. determini di per sé l'inutilizzabilità delle prove acquisite a seguito di indagini attivate da informativa confidenziale. Sono state ritenute infondate le censure sulla qualificazione del fatto: la motivazione del giudice di merito ha valorizzato il peso totale dello stupefacente (circa 1 kg), la suddivisione in panetti, il luogo di occultamento e il contesto criminale, elementi indicativi di attività di smercio e non di mero uso personale; pertanto non è applicabile l'art.73 comma 5 DPR 309/90. La recidiva è stata adeguatamente motivata come espressione di capacità criminale reiterata. La pena (3 anni e 4 mesi di reclusione e €10.000 di multa, ridotta per il rito abbreviato) è stata confermata e considerata motivata nella misura applicata; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art.333 cod.proc.pen. comma 3
delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso
La norma limita l'utilizzabilità in giudizio delle denunce anonime come fonti di accusa diretta, ma non impone automaticamente l'inutilizzabilità delle investigazioni avviate sulla base di segnalazioni anonime né dei beni sequestrati a seguito di perquisizioni legittime
art.191 cod.proc.pen.
inutilizzabilità delle prove illegittimamente acquisite
Stabilisce il principio di inutilizzabilità delle prove acquisite in violazione di norme; la Corte ha precisato che l'inutilizzabilità non opera automaticamente quando l'attività investigativa, pur iniziata da segnalazione confidenziale o anonima, si sia sviluppata in autonome, legittime attività investigative e abbia portato al sequestro di un corpo di reato
art.103 DPR 309/90
disposizione speciale che consente alla polizia giudiziaria di procedere a perquisizioni anche d'ufficio nel settore degli stupefacenti, previo rispetto di urgenza e comunicazione al PM
Norma speciale di prevenzione che autorizza perquisizioni basate anche su notizie confidenziali quando sussistono i presupposti (urgenza e coordinamento col PM); legittima la perquisizione e il sequestro conseguente anche se l'indagine è stata stimolata da fonte anonima
art.73 DPR 309/90 comma 5
disciplina della ipotesi meno grave (minore offensività) per delitti in materia di stupefacenti
Prevede, in astratto, la possibilità di qualificare il fatto come meno grave in presenza di lieve offensività; la Corte ricorda che detto beneficio richiede una valutazione complessiva e può essere escluso già dalla presenza di uno solo degli indici preclusivi (es. consistente quantitativo, modalità distributive)
art.133 cod.pen.
criteri per la determinazione della pena
Individua i criteri che il giudice deve usare per la scelta della pena; la Corte ricorda che la determinazione della pena entro i limiti edittali è discrezionale e, se la pena è comminata in misura prossima al minimo, la motivazione può essere meno analitica
Massime di principio
- Una segnalazione anonima può legittimamente fungere da stimolo per indagini e perquisizioni nel settore degli stupefacenti se l'intervento è conforme alla disciplina speciale (art.103 DPR 309/90) e sono rispettati urgenza e coordinamento con il PM; l'anonimia non comporta automaticamente inutilizzabilità degli esiti investigativi
- Il potere di sequestro di un corpo di reato non è condizionato dalle modalità iniziali di acquisizione della notizia che ha avviato l'indagine: se l'oggetto è sequestrabile e non esistono divieti probatori specifici, il sequestro è utilizzabile
- Per distinguere detenzione per uso personale da detenzione ai fini di spaccio il giudice valuta complessivamente: quantità, suddivisione in dosi o panetti, modalità di confezionamento, luogo di occultamento, contesto e precedenti; un solo indice contrario (es. ingente quantitativo) può escludere la lieve offensività
- Il riconoscimento della circostanza attenuante di minore gravità (art.73, comma 5) richiede una valutazione globale e non può essere riconosciuto se anche un solo elemento previsto dalla norma indica una offensività non lieve
- Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione che colleghi il precedente specifico alla persistenza della capacità criminale; la giurisprudenza ammette valutazioni anche sintetiche se la motivazione è congrua
- La determinazione della pena rientra nell'ampio apprezzamento di merito del giudice: quando la pena è fissata in misura prossima al minimo edittale la motivazione può essere meno dettagliata, purché vengano richiamati i criteri di cui all'art.133 cod. pen.
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