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Sentenza

Sentenza n. 546/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del provvedimento emesso dalla Prefettura di Roma il 19.2.2024, con cui veniva revocato il nulla osta in passato rilasciato in favore del ricorrente e negata l’autorizzazione all’ingresso

Giustizia amministrativa202509416

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta e diniego dell'autorizzazione all'ingresso

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Roma del 19 febbraio 2024, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia. L'atto aveva revocato un precedente nulla osta rilasciato in suo favore e negato l'autorizzazione all'ingresso in Italia. Nel corso del giudizio, in ottemperanza a una precedente ordinanza del TAR, l'amministrazione ha riesaminato l'istanza, svolto una nuova istruttoria e adottato un ulteriore provvedimento negativo, fondato in parte su motivi sovrapponibili a quelli dell'atto impugnato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'adozione, nelle more del giudizio, di un nuovo provvedimento negativo ha infatti sostituito la decisione originariamente impugnata, sicché anche l'eventuale annullamento di quest'ultima non avrebbe procurato al ricorrente alcun beneficio concreto e attuale. Il Collegio ha compensato le spese di lite, considerata la natura processuale della pronuncia. Ha inoltre rigettato l'istanza di ammissione al gratuito patrocinio presentata l'8 gennaio 2026, ritenendo che l'irricevibilità sopravvenuta del ricorso e la manifesta infondatezza del gravame, desunta anche dalla parziale sovrapponibilità dei motivi della nuova revoca a quelli dell'atto impugnato, integrassero i presupposti normativi per il diniego.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    avviso dato alle parti ex art. 73 co. 3 c.p.a.

    Il giudice può porre a fondamento della decisione una questione rilevata d'ufficio, previa sottoposizione della stessa al contraddittorio delle parti.

  • art. 136, comma 2, d.P.R. 115/2002

    sussistono i presupposti di cui all’art. 136 co. 2 D.P.R. 115/2002

    La manifesta infondatezza del gravame costituisce presupposto per il rigetto dell'istanza di ammissione al gratuito patrocinio.

  • art. 122 d.P.R. 115/2002

    in relazione all’art. 122 del medesimo testo normativo

    La disposizione è richiamata dal giudice quale base normativa, insieme all'art. 136, comma 2, per la decisione sull'ammissione al gratuito patrocinio.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso un provvedimento amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento negativo che sostituisce quello impugnato, poiché l'eventuale annullamento dell'atto originario non procurerebbe al ricorrente alcun beneficio concreto e attuale.
  • L'adozione di un nuovo provvedimento all'esito del riesame disposto dal giudice rende improcedibile l'impugnazione dell'atto originario anche quando il nuovo atto riproduca, in tutto o in parte, le ragioni del precedente; le censure contro la nuova decisione devono essere eventualmente rivolte contro quest'ultima.
  • La manifesta infondatezza del gravame, unitamente alla sopravvenuta improcedibilità, può giustificare il rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato nei presupposti previsti dal d.P.R. 115/2002.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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