Sentenza n. 1113/2026 - Bologna, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento con il quale è stata rigettata l'istanza di emersione dal lavoro irregolare di cittadini extracomunitari PROT. --OMISSIS- ex. art. 103, co.1 D.L. 34/2020 conv. in L. 77/2020 nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o consequenziali ancorché sconosciuti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare presentata ai sensi dell'art. 103, comma 1, d.l. 34/2020, motivato dal parere negativo della Questura fondato sulla condanna della beneficiaria per concorso nel reato di rapina
Esito
Favorevole al resistente (prefettura e ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno dedotto, in primo luogo, la violazione dell'art. 103 del d.l. 34/2020, nonché eccesso di potere per violazione dei principi di trasparenza, buon andamento, imparzialità e ragionevolezza, sostenendo che la condanna per rapina non avrebbe dovuto essere considerata automaticamente ostativa e che l'amministrazione avrebbe dovuto svolgere una valutazione concreta dell'attuale pericolosità sociale della beneficiaria, tenendo conto dell'affidamento in prova ai servizi sociali, della regolare condotta di vita, dell'inserimento familiare e sociale e dello stabile soggiorno in Italia. In secondo luogo, è stata dedotta la violazione dell'art. 3 della l. 241/1990, nonché difetto di motivazione e irragionevolezza, poiché il diniego si sarebbe limitato a richiamare il parere negativo della Questura. I ricorrenti hanno inoltre contestato la mancata considerazione della condizione lavorativa e dei legami familiari della cittadina straniera.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la condanna per un reato ostativo rientrante tra quelli di cui all'art. 380, commi 1 e 2, c.p.p., e in particolare la rapina, determini un automatismo preclusivo al rilascio, rinnovo o regolarizzazione del titolo di soggiorno. La valutazione della pericolosità sociale è stata compiuta a monte dal legislatore; pertanto, l'amministrazione non era tenuta a svolgere un'ulteriore autonoma prognosi individuale né a considerare, ai fini dell'ostatività, l'affidamento in prova ai servizi sociali, il percorso riabilitativo, la sospensione condizionale della pena o l'eventuale estinzione del reato o della pena. La sentenza della Corte costituzionale n. 88/2023 è stata ritenuta non pertinente, poiché riferita a diverse fattispecie di reato riconducibili all'art. 381 c.p.p., mentre la rapina rientra nell'art. 380 c.p.p. Il giudice ha inoltre escluso che la situazione lavorativa potesse superare l'ostatività della condanna e ha ritenuto non applicabile, nella fattispecie, la specifica disciplina dell'art. 5 d.lgs. 286/1998 relativa allo straniero che abbia esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o al familiare ricongiunto. I legami familiari e la durata della permanenza in Italia non costituiscono comunque uno scudo automatico contro il diniego fondato su un reato ostativo. Il richiamo al parere negativo della Questura è stato ritenuto sufficiente, poiché il diniego aveva natura vincolata e non richiedeva la valutazione degli ulteriori profili indicati dai ricorrenti. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 103, comma 1, d.l. 34/2020, conv. in l. 77/2020
Disciplina l'emersione del lavoro irregolare; la relativa istanza non può essere accolta in presenza di una condanna per reato ostativo secondo la disciplina richiamata dal giudice.
art. 4 d.lgs. 286/1998
Individua, secondo la motivazione, le ipotesi di reati ostativi al rilascio del titolo di soggiorno; per tali reati la valutazione della pericolosità sociale è effettuata a monte dal legislatore.
art. 5 d.lgs. 286/1998
Nell'adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell'articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.
La disposizione è applicabile allo straniero che abbia esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o al familiare ricongiunto; tale condizione è stata ritenuta non ricorrente nel caso esaminato.
art. 3 l. 241/1990
L'obbligo di motivazione non impone la disamina di profili ulteriori quando il diniego discende vincolativamente da una condanna per reato ostativo; il richiamo al parere negativo della Questura è stato ritenuto sufficiente.
art. 380 c.p.p.
La rapina è stata ricondotta ai reati previsti dalla disposizione, per i quali la condanna assume efficacia automaticamente ostativa secondo la disciplina del soggiorno degli stranieri.
art. 381 c.p.p.
La disposizione è richiamata per distinguere le fattispecie esaminate dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 88/2023, non pertinenti rispetto alla rapina.
art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998
È parte del combinato disposto dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla sentenza n. 88/2023 limitatamente a diverse ipotesi di condanna; tale pronuncia non è stata ritenuta estensibile alla rapina.
art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998
È parte del combinato disposto esaminato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 88/2023, senza incidenza sulla fattispecie di reato ostativo considerata dal TAR.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Ha consentito lo svolgimento da remoto dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- Quando la disciplina dell'immigrazione considera automaticamente ostativa la condanna per un reato grave ricompreso nell'art. 380 c.p.p., il diniego del titolo di soggiorno o della regolarizzazione ha natura vincolata e non richiede un'ulteriore valutazione individuale della pericolosità sociale da parte dell'amministrazione.
- L'affidamento in prova ai servizi sociali, il percorso riabilitativo, la sospensione condizionale della pena e l'estinzione del reato o della pena non eliminano, ai fini dell'ostatività, il fatto storico della condanna e non rendono di per sé illegittimo il diniego del titolo di soggiorno.
- La sentenza della Corte costituzionale n. 88/2023, relativa a specifiche condanne riconducibili all'art. 381 c.p.p., non può essere estesa automaticamente alle condanne per rapina riconducibili all'art. 380 c.p.p.; l'automatismo ostativo resta applicabile quando la presunzione legislativa riguarda un reato grave e non è stata dichiarata costituzionalmente illegittima.
- In presenza di un diniego vincolato per reato ostativo, l'amministrazione non è tenuta a motivare autonomamente sulla situazione lavorativa, sui legami familiari, sulla durata della permanenza o sulla condotta successiva dell'interessato, salvo che ricorrano le specifiche condizioni normative che impongono il bilanciamento dei vincoli familiari.
- La regolare attività lavorativa e la formazione di legami familiari nel territorio nazionale non prevalgono automaticamente sulla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e non costituiscono, di per sé, uno scudo contro il diniego fondato su una condanna ostativa.
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