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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48697/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 07/04/2022 con cui il GIP aveva revocato la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità a carico della ricorrente e aveva ripristinato la pena detentiva. Il ricorso denunciava: 1) omissione di declaratoria di prescrizione della pena (primo motivo); 2) violazione di legge perché alla condannata non era mai stato dato avviso dell'inizio della misura presso la cooperativa "La Locomotiva" (secondo motivo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo ritenendolo fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al GIP di Modena per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che la revoca della sanzione sostitutiva e il ripristino della pena richiedano, come presupposto necessario, l'iniziativa del pubblico ministero; l'ordinanza impugnata non ha documentato la ricorrenza di tale presupposto, rendendo la motivazione assente su un punto essenziale. Il primo motivo è stato invece dichiarato inammissibile perché la questione della prescrizione non era stata sollevata davanti al giudice dell'esecuzione, il quale non era pertanto tenuto a pronunciarsi.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 15861 del 17/09/2020, D'ANIELLO, Rv.281189

    Sez. 1, n. 15861 del 17/09/2020, D'ANIELLO, Rv.281189

    La giurisprudenza individua quale presupposto necessario per la revoca della sanzione sostitutiva e il ripristino della pena l'iniziativa del pubblico ministero, cioè l'intervento del PM volto a promuovere l'esecuzione dei provvedimenti di condanna; in mancanza di tale iniziativa la motivazione del provvedimento di revoca è carente.

  • Principio processuale sulla rilevabilità della prescrizione

    La questione della prescrizione della pena non può essere esaminata in Cassazione se non era stata previamente dedotta davanti al giudice dell'esecuzione: il giudice dell'esecuzione ha il dovere di decidere solo sulle questioni prospettate; l'assenza di deduzione rende inammissibile il motivo in Cassazione.

Massime di principio

  • Per revocare una sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità e ripristinare la pena detentiva è necessario che vi sia stata l'iniziativa formale del pubblico ministero: l'assenza di tale atto rende la decisione carente di motivazione e annullabile.
  • Le questioni poste in Cassazione devono essere state previamente sollevate davanti al giudice dell'esecuzione; problematiche come la prescrizione della pena, se non dedotte in quella sede, sono inammissibili in gravame.
  • Il giudice che dispone la revoca deve indicare espressamente e motivare i presupposti legali del provvedimento (ad es. l'atto del PM e gli elementi che giustificano la revoca), pena l'annullamento per difetto di motivazione.
  • Chi contesta l'esecuzione di misure alternative (es. mancata comunicazione dell'inizio della misura) deve verificare e far emergere davanti al giudice dell'esecuzione eventuali carenze procedurali o di notifica; tali rilievi sono rilevanti per impugnare successivamente una revoca.
  • In caso di annullamento con rinvio, il giudice del rinvio può rimettere in discussione il merito ma è vincolato a fornire motivazione completa sui presupposti formali individuati dalla Cassazione.

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