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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33558/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per rapina commessa il 27 gennaio 2017 (giudizio abbreviato). Contestazioni principali: 1) vizio della motivazione relativo al riconoscimento operato dagli agenti su fotogrammi di videosorveglianza di scarsa qualità; 2) omissione di valutazione di una nota informativa del servizio sociale depositata via PEC (motivo aggiunto sulle attenuanti e la determinazione della pena); 3) presunto errore materiale nella descrizione della precedente determinazione della pena e nel calcolo dell'aumento per continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Sul merito dei singoli punti ha ritenuto: 1) il primo motivo manifestamente infondato, perché la Corte d'appello aveva fornito motivazione sintetica ma esaustiva valorizzando il riconoscimento degli operanti e il modus operandi già ritenuto nelle condanne irrevocabili; 2) il secondo motivo non è consentito perché l'impugnazione era generica e quindi non devolutiva, per cui la mancata considerazione del documento trasmesso via PEC non legittima il ricorso; 3) il terzo motivo manifestamente infondato perché la Corte aveva indicato correttamente l'aumento per continuazione (pena confermata: un anno di reclusione e 400 euro di multa, ridotta per il rito). Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende. Sentenza resa il 9 giugno 2023.

Norme richiamate

  • Sez. 5 - Sentenza n. 44201 del 29/09/2022 (dep. 21/11/2022) Rv. 283808 - 01

    Sez. 5 - Sentenza n. 44201 del 29/09/2022 Ud. (dep. 21/11/2022) Rv. 283808 - 01

    Ribadito il principio secondo cui i motivi generici di impugnazione sono inammissibili e non possono poi essere valorizzati in cassazione; il giudice di legittimità valuta la motivazione alla luce dei criteri di logicità e conformità ai principi di diritto, senza riapprezzare i fatti

Massime di principio

  • Un ricorso deve indicare censure concrete e specifiche: motivi aspecifici o generici sono inammissibili e impediscono la devoluzione della questione al giudice superiore
  • La Corte di Cassazione è giudice della motivazione e non può sostituirsi al giudice di merito per una riconsiderazione dei fatti o per una diversa valutazione del compendio probatorio
  • Il riconoscimento effettuato da personale di polizia su basi processuali (anche da fotogrammi) può essere ritenuto idoneo se correlato ad elementi ulteriori (conoscenza precedente dell'indagato, modus operandi, condanne irrevocabili) e se la motivazione lo giustifica
  • Documenti depositati via PEC (es. note del servizio sociale) devono essere prodotti e argomentati concretamente nell'impugnazione: la semplice menzione o un motivo aggiunto generico non obbliga il giudice a valutare il documento
  • Le contestazioni sul trattamento sanzionatorio (attenuanti generiche, determinazione della pena) devono essere formulate in modo specifico e confrontare le ragioni del giudice di merito; accuse generiche sulle attenuanti sono inammissibili
  • Presunte inesattezze materiali nella motivazione vanno dimostrate con precisione: un'errata ricostruzione formale, se priva di effetto sulla decisione finale (es. entità dell'aumento per continuazione già chiarita), non comporta annullamento

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