Sentenza n. 3267/2026 - Milano, Sezione 2
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.2734/2024 della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero all'attribuzione di euro 2.500,00 mediante carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 2734/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata all'Amministrazione. Il giudicato imponeva al Ministero dell'Istruzione e del Merito di corrispondere alla docente, per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023, l'importo complessivo di euro 2.500,00 mediante l'assegnazione della carta elettronica prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. Poiché il Ministero non aveva dato esecuzione alla pronuncia, la ricorrente ha chiesto l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e la condanna alle spese. Nel corso del giudizio, il Ministero ha provveduto all'accreditamento dell'importo dovuto.
La decisione
Il TAR ha preso atto dell'avvenuto accreditamento dell'importo oggetto del giudicato, dichiarando cessata la materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa. Poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, il Collegio ha posto le spese del giudizio a carico dell'Amministrazione, liquidandole in euro 800,00 per compensi, oltre IVA, CPA, spese generali del 15% e contributo unificato se dovuto. Le spese sono state distratte in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. Non è stata quindi disposta la nomina del commissario ad acta, resa non necessaria dall'avvenuto adempimento.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta.
art. 26 c.p.a.
Richiamato per la regolazione delle spese del giudizio amministrativo.
art. 39 c.p.a.
Richiamato per l'applicazione, nel processo amministrativo, delle disposizioni del codice di procedura civile compatibili.
art. 93 c.p.c.
Consente la distrazione delle spese in favore dei difensori che si siano dichiarati antistatari.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
Individua la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, utilizzata dal giudicato quale modalità di attribuzione dell'importo dovuto.
art. 124 disposizioni di attuazione del c.p.c.
Richiamato quale base dell'attestazione del passaggio in giudicato della sentenza posta in esecuzione.
art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato per l'onere relativo al contributo unificato, se dovuto nel giudizio.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione adempie integralmente all'obbligo risultante dal giudicato, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., senza necessità di adottare ulteriori misure esecutive o nominare un commissario ad acta.
- L'adempimento sopravvenuto dell'amministrazione non esclude la condanna alle spese quando il ricorso per ottemperanza era stato reso necessario dalla precedente inerzia dell'amministrazione; le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale o della causalità.
- La nomina del commissario ad acta, richiesta per l'ipotesi di perdurante inottemperanza, diviene non necessaria quando l'amministrazione abbia integralmente eseguito il giudicato prima della decisione.
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