Sentenza n. 6917/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la decadenza delle autorizzazioni commerciali e la revoca delle concessioni relative a posteggi nel commercio su aree pubbliche
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante ha contestato la sentenza di primo grado e i provvedimenti comunali sostenendo che, al momento dell’avvio del procedimento e dell’adozione della decadenza e della revoca, aveva già ceduto in gestione a terzi i rami d’azienda cui si riferivano i titoli. Ha dedotto violazione e falsa applicazione dell’art. 71 del d.lgs. 59/2010, degli artt. 6 e 55 della l.r. Lazio n. 22/2019, dell’art. 45 della DAC n. 101/2023, degli artt. 1 e 3 della l. n. 241/1990 e degli artt. 3 e 97 Cost., nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, irragionevolezza, manifesta illogicità, travisamento dei fatti, violazione dei principi di tassatività e proporzionalità. Secondo l’appellante, la carenza del requisito morale avrebbe impedito soltanto l’esercizio concreto dell’attività commerciale e non avrebbe vietato né l’affitto o la cessione in gestione dell’azienda né il mantenimento della titolarità delle concessioni, purché l’attività non fosse esercitata direttamente. Ha inoltre sostenuto che non esistesse una disposizione espressa che imponesse la perdita dei titoli in tale situazione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’unico motivo di appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto che l’art. 71 del d.lgs. 59/2010 imponga, per il periodo di cinque anni dal momento in cui la pena è stata scontata, il possesso dei requisiti morali non soltanto per l’esercizio materiale dell’attività, ma anche per la titolarità dell’autorizzazione commerciale e della concessione di posteggio. Il combinato disposto degli artt. 6 e 55 della l.r. Lazio n. 22/2019 e dell’art. 45, comma 1, lett. a), della DAC n. 101/2023 stabilisce infatti la decadenza dell’autorizzazione e la revoca della concessione quando l’operatore non possieda più i requisiti previsti dall’art. 71. La ratio della disciplina è garantire la permanenza dei requisiti morali del soggetto intestatario del titolo, indipendentemente dall’esercizio effettivo dell’attività. La successiva concessione in affitto dei rami d’azienda non esclude quindi la decadenza e la revoca, poiché l’appellante era rimasta titolare dei titoli abilitativi. Il Collegio ha inoltre rilevato che la cessione in affitto era intervenuta dopo le comunicazioni di avvio del procedimento e l’ha considerata un tentativo di sottrarsi alle conseguenze legali della perdita dei requisiti, che non può produrre effetti elusivi. L’appellante è stata condannata alle spese del grado, liquidate in euro 3.000 oltre accessori di legge se dovuti.
Norme richiamate
art. 71, commi 1, lett. c), e 3, d.lgs. 59/2010
Il divieto di esercizio dell’attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata.
La disciplina dei requisiti morali opera, per il periodo previsto dalla legge, come condizione della titolarità dell’autorizzazione e della concessione, oltre che dell’esercizio concreto dell’attività commerciale.
artt. 6 e 55 l.r. Lazio n. 22/2019
L’autorizzazione decade e la concessione è revocata nel caso in cui l’operatore non risulti più in possesso dei requisiti.
La perdita dei requisiti previsti dall’art. 71 del d.lgs. 59/2010 determina la decadenza dell’autorizzazione e la revoca della concessione, senza che sia possibile evitare tali effetti mediante la sospensione o la cessione in gestione dell’attività.
art. 45, comma 1, lett. a), DAC n. 101/2023
Decadenza dell’autorizzazione e revoca della concessione. L’autorizzazione decade e la concessione è revocata: a) nel caso in cui l’operatore non risulti più in possesso dei requisiti di cui all’art. 71 del d.lgs. n. 59/2010.
La disposizione conferma il carattere automatico della decadenza dell’autorizzazione e della revoca della concessione in caso di perdita dei requisiti morali.
artt. 7 ss. l. 241/1990
Il Comune ha avviato il procedimento di decadenza e revoca comunicandolo all’interessata; il decorso del termine senza osservazioni ha preceduto l’adozione del provvedimento finale.
artt. 1 e 3 l. 241/1990
Le censure fondate sui principi generali dell’azione amministrativa e sull’obbligo di motivazione non sono state ritenute idonee a superare l’applicazione vincolata della disciplina sulla perdita dei requisiti.
Massime di principio
- Quando la legge subordina il rilascio e il mantenimento di un’autorizzazione commerciale e della relativa concessione al possesso di requisiti morali, la perdita sopravvenuta di tali requisiti comporta la decadenza dell’autorizzazione e la revoca della concessione anche se il titolare non esercita direttamente l’attività commerciale.
- La cessione in affitto o la gestione a terzi dell’azienda non consente al titolare privo dei requisiti morali di conservare l’autorizzazione e la concessione, poiché il requisito riguarda la titolarità dei titoli abilitativi e non soltanto l’esercizio materiale dell’attività.
- La cessione dell’azienda o dei rami d’azienda intervenuta dopo l’avvio del procedimento di decadenza e revoca non può essere utilizzata per eludere gli effetti della perdita dei requisiti e non impedisce l’adozione dei provvedimenti previsti dalla legge.
- La decadenza dell’autorizzazione e la revoca della concessione previste dalla disciplina applicabile in caso di perdita dei requisiti morali operano come conseguenza vincolata dell’accertamento della carenza del requisito, senza che il titolare possa mantenerli invocando la mancata gestione diretta dell’attività.
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