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Ordinanza

Ordinanza n. 11214/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministero dell'Interno del 29.03.2022, notificato in data 06.07.2022, con il quale veniva respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202212872

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno del 29 marzo 2022, notificato il 6 luglio 2022, con cui è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Nella camera di consiglio istruttoria, convocata nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il Collegio ha verificato la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e la conformità degli atti depositati alle regole del processo amministrativo telematico. È stata rilevata una difformità tra la documentazione indicata nel ricorso come allegati n. 4 e 5 e quella effettivamente depositata nel fascicolo telematico.

La decisione

Il Collegio ha accertato che persiste l'interesse del ricorrente alla decisione e che l'Amministrazione ha depositato il fascicolo del procedimento ai sensi dell'art. 46 c.p.a. Tuttavia, poiché non vi è corrispondenza tra gli allegati n. 4 e 5 menzionati nel ricorso e i documenti effettivamente depositati, ha assegnato alla parte ricorrente un termine di 30 giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa dell'ordinanza per ridepositare correttamente tali documenti sul SIGA. Ha inoltre disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la successiva calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato. Non è stata definita la domanda di annullamento del diniego di cittadinanza e non sono state regolate le spese.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    Impone all'Amministrazione il deposito del provvedimento impugnato e degli atti e documenti sui quali il provvedimento si fonda; nel caso concreto il Collegio ha rilevato che tale adempimento è stato eseguito.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato per il divieto di differimento della trattazione, salvo eccezionali motivi, nell'ambito della gestione delle udienze di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato, insieme all'art. 72-bis c.p.a., quale disposizione che limita il rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a fondamento della tutela dei dati personali e dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nelle udienze camerali istruttorie finalizzate alla calendarizzazione dei ricorsi nell'ambito dello smaltimento dell'arretrato, il giudice deve verificare anche la persistenza dell'interesse a ricorrere, la compiuta istruzione della causa e la conformità degli atti e documenti alle regole del processo amministrativo telematico.
  • Quando gli allegati indicati nel ricorso non corrispondono ai documenti effettivamente depositati nel fascicolo telematico, il giudice può assegnare alla parte un termine per il corretto nuovo deposito, senza definire nel merito la domanda principale.
  • La verifica della persistenza dell'interesse a ricorrere non comporta, di per sé, la definizione del giudizio: se l'interesse permane e occorrono adempimenti documentali, il giudice dispone le necessarie attività istruttorie e rinvia la decisione alla successiva udienza di smaltimento.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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