Cassazione Penale, Sentenza n. 14237/2022 del 13/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Messina che confermava la condanna per tentativo di estorsione. Hanno dedotto violazione di legge e illogicità della motivazione (art. 606 c.p.p.) per presunta errata qualificazione giuridica dei fatti (sostengono si trattasse di ingiurie, minacce o altri reati meno gravi), contestano la mancanza di profitto e danno, la qualificazione come reato di estorsione in concorso e l'aggravante della compresenza di più persone, nonché l'esclusione di ipotesi alternative come atti persecutori (art. 612-bis), violenza privata (art. 610), o concorrenza illecita con violenza o minaccia (art. 513-bis). Denunciano inoltre l'inutilizzabilità di una sentenza non definitiva prodotta dalle persone offese e chiedono l'assoluzione di Barbera Adriana per marginalità della sua posizione, oltre il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i motivi siano meramente reiterativi di valutazioni di fatto già compiute dalla Corte d'appello e dal giudice di primo grado, e che la Cassazione non possa sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della attendibilità delle prove e dei testi. Il motivo sulla inutilizzabilità della sentenza non definitiva è stato dichiarato inammissibile per genericità e per la marginalità dell'atto rispetto alla motivazione complessiva. Il motivo relativo alle attenuanti generiche è stato ritenuto aspecifico e quindi inammissibile. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, ciascuna a rifondere le spese civili liquidate in complessivi euro 4.000,00, e al versamento di euro 3.000,00 ciascuna in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 606 c.p.p.
Norma invocata dalle ricorrenti per i motivi di cassazione; la Corte ha ritenuto che i rilievi fossero di merito e attinenti alla valutazione della prova, dunque non idonei a fondare un ricorso per cassazione, con conseguente inammissibilità.
art. 56 c.p.
Riferito al tentativo: la Corte ha confermato la sussistenza del tentativo di estorsione in relazione alle condotte contestate.
art. 629 c.p.
Norma che punisce l'estorsione; la Corte ha confermato la qualificazione come tentativo di estorsione e ha ritenuto provato l'ingiusto profitto (sviamento di clientela), nonché l'aggravante della pluralità di persone riunite (comma 2) sulla base delle testimonianze.
art. 629 comma 2 c.p.
Aggravante per la commissione in concorso di più persone: la Corte ha ritenuto provata la compresenza e la partecipazione delle due sorelle nella maggior parte delle condotte rilevanti.
art. 612-bis c.p.
Reato di atti persecutori (stalking): la Corte ha escluso questa qualificazione poiché le condotte erano dirette a conseguire un profitto e perché tutelano beni giuridici diversi rispetto all'estorsione.
art. 610 c.p.
Violenza privata: la Corte ha ritenuto non configurabile questa fattispecie, preferendo la qualificazione come estorsione tentata.
art. 513-bis c.p.
Concorrente illecito con violenza o minaccia: esclusa in favore della più grave e adeguata qualificazione per estorsione tentata.
art. 599 c.p.
Causa di non punibilità per fatti di reciproca offesa: la Corte ha escluso la reciproca corrispondenza richiesta per l'applicazione di tale causa rispetto ai fatti contestati.
art. 62-bis c.p.
Richiamato con riferimento alle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha rilevato l'aspecificità dell'impugnazione in appello e ha confermato il diniego delle attenuanti per la gravità e la reiterazione delle condotte.
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per cassazione; la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha disposto le sanzioni previste.
Massime di principio
- La Cassazione non è sede per riesaminare la valutazione della prova e l'attendibilità dei testimoni: i motivi che si limitano a contestare le valutazioni di fatto sono inammissibili.
- Chi eccepisce l'inutilizzabilità di atti processuali deve indicare con precisione gli atti affetti dal vizio e spiegare la loro incidenza decisiva sul complessivo compendio probatorio; la genericità comporta inammissibilità.
- La contestazione di una qualificazione giuridica (derubricazione) richiede di dimostrare un errore di diritto manifesto o una carenza logica nella motivazione, non una semplice diversa valutazione del fatto.
- Per confutare un'aggravante come la compresenza di più persone occorre puntare a prove che dimostrino l'assenza di partecipazione comune; argomentazioni indeterminate non sono sufficienti.
- Rivendicare in appello circostanze attenuanti generiche senza indicare elementi concreti e specifici è un vizio di aspecificità che rende il motivo inammissibile.
- Il rischio processuale: ricorsi inammissibili o reiterativi possono comportare condanne alle spese, sanzioni pecuniarie (cassa delle ammende) e rifusione delle spese delle parti civili.
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