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Ordinanza

Ordinanza n. 785/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di ammonimento nr. -OMISSIS- del Questore di Milano e del presupposto verbale di invito recante “atti soggetti a notifica di suo interesse”, nonché di ogni altro atto o provvedimento conseguente, antecedente o comunque connesso.

Giustizia amministrativa202602133

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di ammonimento del Questore di Milano e presupposto verbale di invito recante "atti soggetti a notifica di suo interesse"

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il decreto di ammonimento adottato dal Questore di Milano, unitamente al verbale presupposto e agli atti connessi. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che l’ammonimento era fondato su una condotta violenta posta in essere dal ricorrente ai danni della propria ex moglie e in luogo pubblico. Il giudice ha rilevato, nella fase di preliminare delibazione propria del giudizio cautelare, che le censure dedotte non apparivano assistite da sufficiente fumus boni iuris; in particolare, non risultavano prima facie fondate le contestazioni relative alla motivazione e all’istruttoria del provvedimento. La valutazione amministrativa è stata ritenuta autonoma rispetto alla rilevanza penale dei fatti.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza di misure cautelari. Ha ritenuto che il decreto di ammonimento apparisse adeguatamente motivato e istruito, essendo fondato su una condotta violenta del ricorrente ai danni dell’ex moglie e commessa in luogo pubblico, indipendentemente dalla rilevanza penale dei fatti. Per tale ragione ha escluso la sussistenza di un sufficiente fumus boni iuris. Ha inoltre ritenuto recessiva l’esigenza cautelare del ricorrente sotto il profilo del periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; l’istanza è stata valutata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 57 c.p.a.

    È stato posto a fondamento della compensazione delle spese della fase cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità della parte ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia di un provvedimento amministrativo presuppone una preliminare valutazione positiva del fumus boni iuris e del periculum in mora; l’insufficienza del fumus può condurre al rigetto dell’istanza, anche quando il ricorrente deduca un pregiudizio dall’efficacia dell’atto.
  • Un decreto di ammonimento può ritenersi prima facie adeguatamente motivato e istruito quando individui una condotta violenta posta in essere ai danni dell’ex coniuge o partner e in luogo pubblico; la valutazione amministrativa non dipende necessariamente dall’accertamento della rilevanza penale dei fatti.
  • Nella valutazione cautelare, l’esigenza di evitare gli effetti del provvedimento impugnato è recessiva quando le censure non presentano un sufficiente fumus boni iuris.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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