Cassazione Penale, Sentenza n. 24076/2024 del 18/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva ripristinato il sequestro preventivo di un'area e dei manufatti (plateatico con campi da padel e strutture in legno) contestati ai sensi dell'art. 44 lett. c) DPR 380/2001. La ricorrente deduceva: 1) tardività dell'appello promosso dalla Procura (contestando la data di conoscenza dell'ordinanza di revoca e sostenendo che l'impugnazione fosse quindi inammissibile); 2) violazione normativa e travalicamento del sindacato del giudice penale rispetto all'operato amministrativo (sostanzialmente che fosse sufficiente la SCIA e il nullaosta paesaggistico, e che il Tribunale non avesse esaminato progetti, aspetti tecnici e l'incidenza sul carico urbanistico, sostituendosi all'amministrazione); 3) carenza e contraddittorietà della motivazione sul periculum in mora, con contestazione anche del valore dell'autorizzazione paesaggistica e di vari altri profili tecnici e amministrativi.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Sul profilo della tempestività l'ha ritenuto infondato: il Tribunale aveva correttamente applicato la normativa vigente (art. 153 c.p.p. nella formulazione previgente alla riforma telematica) ritenendo che la comunicazione telematica del 21/7/2023 non fosse equivalente alla consegna fisica prevista e che la prima certezza della conoscenza in capo alla Procura risalisse al deposito del 24/7/2023. Quanto al merito, la Corte ha confermato che l'art. 71 d.lgs. 117/2017 (favor per enti del Terzo settore) non deroga alle altre norme edilizie e di sicurezza: il Tribunale ha correttamente valutato che le opere non rientrano nell'edilizia libera e che appare necessario un titolo abilitativo (permesso di costruire) per la nuova costruzione; inoltre il periculum è stato adeguatamente motivato, con riferimento all'aggravio del carico urbanistico nell'area a destinazione agricola e sottoposta a vincolo paesaggistico. Pertanto il ripristino del sequestro è stato ritenuto legittimo e adeguatamente motivato.
Norme richiamate
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico edilizia), art. 44, lett. c) e d)
Norma richiamata come base della contestazione penale per lavori edilizi abusivi; la Corte ha ritenuto applicabile il regime ordinario delle norme edilizie per valutare la necessità del titolo abilitativo.
D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117, art. 71, comma 1
"le sedi degli enti del Terzo settore e i locali in cui si svolgono le relative attività istituzionali, purché non di tipo produttivo, sono compatibili con tutte le destinazioni d'uso omogenee previste dal decreto del Ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444 e simili, indipendentemente dalla destinazione urbanistica"
L'art. 71 favorisce la collocazione territoriale degli ETS ma non opera una deroga generale alle norme edilizie, di sicurezza o ai titoli abilitativi: influenza il 'dove' ma non il 'come'.
Codice di procedura penale, art. 153
Nella versione previgente alla riforma telematica esigeva modalità specifiche di comunicazione/consegna alla segreteria del Pubblico Ministero; la Corte ha ritenuto che la pec inviata non sostituisse la consegna prevista e che pertanto la conoscenza effettiva dell'atto sia avvenuta successivamente.
D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma processuale telematica)
Riforma la disciplina delle notificazioni telematiche, ma la Corte ha osservato che la piena operatività è condizionata all'adozione dei regolamenti attuativi (art. 87) e pertanto non poteva sostituirsi alla disciplina vigente al momento dei fatti.
D.l. 12 ottobre 2012, n. 179 (conv. L. 17 dicembre 2012, n. 221), art. 16 commi richiamati
Richiamato in relazione alle comunicazioni telematiche: la Corte ha escluso che le modifiche introdotte riferiscano espressamente l'art. 153 c.p.p. e che quindi giustifichino la considerazione della pec come conoscenza valida del provvedimento nel caso concreto.
D.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176), art. 24
Normativa emergenziale usata per il processo telematico durante la pandemia; la Corte ha osservato che essa non ha previsto la trasmissione dei provvedimenti del giudice mediante i canali telematici per la segreteria della Procura, dunque non può surrogare la disciplina previgente.
Codice di procedura penale, art. 325
Criteri di motivazione dei provvedimenti in materia di misure cautelari reali: la Corte ha ritenuto che il provvedimento impugnato fosse sufficientemente motivato e non affetto da radicale carenza o mera apparenza.
Giurisprudenza e richiami (es. Consiglio di Stato sent. n. 1737/2021; TAR; Sez. penali citate)
Utilizzati per sostenere l'interpretazione secondo cui l'art. 71 non è una norma urbanistica che deroga alle regole edilizie e per confermare orientamenti su specifiche qualificazioni tecniche (es. campi da padel).
Massime di principio
- Sulle notifiche/comunicazioni: la modalità di trasmissione (pec vs consegna alla segreteria) è cruciale per il decorso dei termini; in assenza di piena operatività delle norme telematiche o dei regolamenti attuativi, la comunicazione telematica può non essere sufficiente a far decorrere i termini, pertanto è fondamentale certificare la consegna fisica o la conoscenza effettiva dell'atto.
- Sull'art. 71 d.lgs. 117/2017 (enti Terzo settore): favorisce la collocazione territoriale degli ETS ma non legittima deroghe alle norme edilizie, di sicurezza o sanitarie. La qualificazione 'compatibile' non esonera dall'ottenere i titoli abilitativi necessari quando l'intervento è di nuova costruzione o incide su aspetti strutturali o di sicurezza.
- Su SCIA vs permesso di costruire: la qualificazione dell'intervento dipende dagli elementi tecnici concreti (fondazioni, strutture fisse, incidenza urbanistica). Se l'opera configura nuova costruzione o non rientra nelle ipotesi di edilizia libera, occorre il permesso di costruire; il giudice (anche penale) può verificare la sussistenza della norma penale senza sostituirsi indebitamente all'amministrazione, ma applicando le norme cogenti.
- Sul periculum in mora e sul sequestro preventivo: il sequestro preventivo di opere ultimative può essere legittimo anche dopo il completo stato esecutivo dell'opera se dal mantenimento della disponibilità deriva un concreto aggravio per l'assetto del territorio (es. incremento del carico urbanistico in area agricola o sottoposta a vincolo paesaggistico).
- Sulle impugnazioni di provvedimenti cautelari: il ricorrente deve valorizzare e confrontare specifici passaggi motivazionali dell'ordinanza impugnata; censure generiche o apodittiche senza confronto testuale della motivazione sono spesso inammissibili o destinate al rigetto.
- Sull'affidamento sull'operato amministrativo: l'istruttoria amministrativa e richieste di integrazioni possono incidere in termini di affidamento del privato ma non esonerano automaticamente dalla verifica di conformità normativa; l'affidamento può essere rilevante solo se la motivazione lo considera e lo valuta concretamente.
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