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Decreto dirigenziale n. 287 del 16/11/2021

Decreto direttoriale "modalità di erogazione città metropolitane e comuni superiori ai 100.000 abitanti"

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti287

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto definisce le regole operative per l’erogazione, la rendicontazione e il monitoraggio delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile relative al quinquennio 2019-2023. Disciplina beneficiari, spese ammissibili, modalità di presentazione delle istanze, anticipazioni e saldi, utilizzo di economie, vincoli di destinazione e reversibilità dei veicoli, oltre a contenere il riparto delle risorse tra città metropolitane e comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. Sono inoltre richiamate le disposizioni speciali per Taranto e le regole per l’acquisto di autobus e infrastrutture di supporto.

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per il quinquennio 2019-2023

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile

Il decreto direttoriale disciplina l’attuazione operativa delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per il quinquennio 2019-2023, in applicazione della legge 11 dicembre 2016, n. 232, del DPCM 17 aprile 2019 e del decreto interministeriale n. 71 del 9 febbraio 2021. Definisce criteri di utilizzo, spese ammissibili, modalità di pagamento, vincoli sui beni finanziati e controlli successivi.

Base normativa e finalità

Il provvedimento richiama l’articolo 1, commi 613-615, della legge n. 232/2016, che ha istituito il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per il rinnovo del parco autobus del TPL e per il miglioramento della qualità dell’aria. Richiama inoltre il D.lgs. n. 257/2016, il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano e il decreto interministeriale n. 71/2021, che ha ripartito le risorse e demandato a un successivo decreto direttoriale la disciplina di erogazione, rendicontazione e monitoraggio.

Beneficiari e soggetti attuatori

I beneficiari delle risorse sono le città metropolitane e i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, secondo il riparto contenuto nell’allegato 1. Le risorse possono essere impiegate direttamente dall’ente oppure tramite altro soggetto individuato ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto n. 71/2021. È prevista anche la possibilità che il Comune o la Città metropolitana affidino la gestione delle gare per l’acquisto dei veicoli all’attuale affidatario del servizio TPL, mediante apposita convenzione.

Modalità di utilizzo delle risorse

Le risorse assegnate devono essere impiegate nel rispetto della normativa vigente e senza cumulo con altri finanziamenti per la quota ammessa a contributo. La convenzione con il soggetto affidatario deve richiamare espressamente i vincoli di destinazione e reversibilità previsti dal decreto n. 71/2021 e dal presente decreto. Il decreto stabilisce inoltre che:

  • le forniture di autobus devono essere integralmente utilizzate tramite istanza entro il 2025, a pena di revoca della quota non utilizzata, salvo comprovati fattori esogeni;
  • per le infrastrutture l’utilizzo può essere posticipato al 2027;
  • gli enti beneficiari possono proporre nel 2023 e nel 2028 la rimodulazione dei piani per i quinquenni 2024-2028 e 2029-2033;
  • la rimodulazione può riguardare cofinanziamento, tipologia di autobus e quota di risorse da destinare alle infrastrutture di supporto.

Spese ammissibili

Le risorse sono destinate esclusivamente alla copertura dei costi per:

  • fornitura di autobus, inclusi gli attrezzaggi obbligatori e quelli eventualmente ammessi;
  • realizzazione delle infrastrutture di supporto, secondo le modalità dell’articolo 6.

Non sono ammissibili, neppure in parte:

  • spese amministrative di gestione gara e contratto;
  • spese di manutenzione, salvo la redazione dei piani di investimento esecutivi nei limiti previsti;
  • costi per contenziosi relativi ad affidamento ed esecuzione;
  • IVA recuperabile.

Sono invece ammissibili le forniture e le opere avviate con atti formali successivi al 17 aprile 2019, quali determina a contrarre o atti assimilabili. Nei casi di soggetti attuatori, l’atto equivalente è la stipula del contratto di fornitura, da cui sorgono le obbligazioni giuridicamente vincolanti. È prevista anche la copertura di quote di canoni di leasing con obbligo di riscatto per l’acquisto degli autobus.

Leasing

Per i contratti di leasing il decreto stabilisce che:

  • la durata non può superare gli anni residui del programma di investimenti vigente al momento della sottoscrizione;
  • canone e riscatto devono rientrare nel cronoprogramma dell’allegato 1;
  • la quota del canone destinata a remunerare il capitale del fornitore terzo e la percentuale di cofinanziamento non sono coperte dal Piano;
  • il mezzo acquisito resta soggetto ai vincoli di destinazione e reversibilità;
  • la rendicontazione di ciascun canone deve distinguere contributo statale, cofinanziamento e quota interessi.

Tipologie di autobus e attrezzaggi obbligatori

Gli autobus devono essere idonei al servizio di TPL. Per il periodo 2019-2020, in applicazione dell’articolo 200 del D.L. n. 34/2020, è consentito acquistare anche autobus diesel o ibridi, purché con classe emissiva più recente.

Per il periodo 2021-2023 l’acquisto di diesel/ibrido è consentito solo per:

  • mezzi per trasporto extraurbano delle città metropolitane non servite dalla rete nazionale di distribuzione del metano;
  • autobus per TPL nei comuni montani ricadenti nel territorio della città metropolitana.

Dal 2024 è consentito per il trasporto pubblico urbano esclusivamente l’acquisto di mezzi a metano, elettrici e a idrogeno; per l’extraurbano delle sole città metropolitane sono ammessi metano e idrogeno.

Gli autobus devono inoltre essere dotati obbligatoriamente di:

  • attrezzature per accesso e trasporto di persone a mobilità ridotta;
  • conta-passeggeri;
  • dispositivi di localizzazione;
  • predisposizione per validazione elettronica;
  • videosorveglianza e dispositivi di protezione del conducente secondo le modalità regionali;
  • sistemi di aerazione e climatizzazione.

Ulteriori attrezzaggi, inclusi portabiciclette e dispositivi ITS o di mobilità attiva, sono ammessi fino al 10% del costo complessivo del veicolo, se previsti nella programmazione dell’ente.

Infrastrutture di supporto e piani di investimento esecutivi

Per le infrastrutture di supporto può essere destinato fino al 50% del contributo previsto per il primo triennio di ciascun quinquennio. Sono finanziabili le opere strettamente connesse all’uso di autobus a alimentazione alternativa, come allacciamenti, ricarica, dispositivi e siti di stoccaggio, nonché l’adeguamento dei depositi.

Le spese tecniche di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo sono ammesse nei limiti del D.M. Giustizia 17 giugno 2016. Per i piani di investimento esecutivi è prevista una erogazione massima pari al 2% del contributo destinato alle infrastrutture di supporto, limitatamente alle spese di redazione del piano e alle eventuali analisi specialistiche.

Il decreto conferma inoltre la possibilità, per le aziende consorziate o raggruppate per la gestione unitaria dei servizi, di ottenere il cofinanziamento al 100% per depositi con stazioni di rifornimento condivise.

Modalità di erogazione delle risorse

Le risorse sono erogate su istanza dell’ente beneficiario secondo tre fasi:

  • anticipazione pari al 20% del contributo complessivo del quinquennio, dopo la registrazione del decreto direttoriale di impegno;
  • erogazioni successive fino al 90% complessivo, sulla base di rendicontazione che attesti spese almeno pari al 10% del contributo;
  • saldo finale pari al 10%.

I provvedimenti di erogazione devono essere adottati entro 60 giorni dalla rendicontazione.

Cofinanziamento

Fino al 31 dicembre 2024 non si applicano le previsioni del DPCM 17 aprile 2019 in materia di cofinanziamento dei soggetti beneficiari. Tuttavia, se il costo effettivo dei mezzi o delle infrastrutture supera il contributo statale, l’ente beneficiario deve garantire la copertura della quota eccedente, direttamente o tramite il soggetto attuatore.

Istanza, documentazione e rendicontazione

Per ottenere l’anticipazione, l’istanza deve essere corredata da:

  • documentazione di programmazione adottata dall’ente ai sensi del decreto n. 71/2021;
  • scheda dell’allegato 2 compilata e firmata, con conto di tesoreria, IBAN, CUP master o CUP degli interventi;
  • scheda anagrafica dell’allegato 3.

Per le erogazioni successive e per il saldo, l’istanza è inviata dalla Regione ed è corredata da documentazione tecnica e contabile, tra cui:

  • piano di investimento esecutivo;
  • dati degli ordini di acquisto, procedura di aggiudicazione, CUP e CIG;
  • dati del fornitore/costruttore e delle imprese designate;
  • elenco di dotazioni e infrastrutture;
  • indicazione del costo contrattuale ammesso;
  • provvedimento regionale sui vincoli di reversibilità e destinazione;
  • dichiarazione del RUP sulla conformità delle forniture, sugli attrezzaggi obbligatori e sull’assenza di altri finanziamenti sulla quota ammessa.

Per le infrastrutture devono essere trasmessi SAL, certificati di pagamento e fatture quietanzate o corredate da bonifici; per le forniture devono essere indicati targa, tipologia di alimentazione e fatture quietanzate. Per il saldo finale servono inoltre certificati di collaudo o regolare esecuzione per le opere, aggiornamento del prospetto di dettaglio e dati dei documenti di circolazione per gli autobus messi in servizio. I format saranno definiti con successivi decreti direttoriali.

Economie, revoca e restituzione

Le economie da ribassi di gara o altre economie possono essere immediatamente riutilizzate per integrare il piano di investimento esecutivo, previa comunicazione al Ministero. Le economie residue al completamento delle forniture o delle opere sono revocate se non riutilizzate entro 12 mesi dal completamento del programma originariamente ammesso.

Il contributo è revocato anche in caso di mancato rispetto dei termini e delle modalità del decreto. Le somme già erogate e revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio della revoca.

Vincolo di destinazione e reversibilità

Gli autobus e le infrastrutture finanziati sono destinati esclusivamente ai servizi di TPL nel territorio dell’ente beneficiario fino alla fine della vita tecnica. Alla scadenza, l’eventuale valore residuo derivante da alienazioni deve essere impiegato per le medesime finalità. In caso di distoglimento anticipato per forza maggiore, il finanziamento relativo alle quote non ancora imputate deve essere restituito oppure trasferito su un nuovo mezzo soggetto al medesimo vincolo.

I beni finanziati restano di proprietà della Città metropolitana, del Comune assegnatario o del soggetto designato, ovvero del nuovo affidatario, purché sia rispettato il vincolo di reversibilità in favore dell’amministrazione pubblica competente, previo riscatto del valore residuo.

Disposizioni speciali per Taranto

Per la città di Taranto sono confermati 10 milioni di euro per il 2020 e 10 milioni per il 2021 ai sensi dell’articolo 212 del D.L. n. 34/2020, con deroga alle regole ordinarie sugli acquisti di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 5. Le disposizioni sulle infrastrutture di supporto si applicano dal 2024.

Per Taranto, per il biennio 2020-2021, è consentito l’acquisto di autobus diesel o ibridi con classe emissiva più recente e fino al 50% del contributo può essere destinato alle infrastrutture di supporto.

Pubblicità, verifiche e monitoraggio

Ogni autobus finanziato deve recare un pannello con la dicitura “Finanziato con risorse del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili”, sotto il logo dello Stato e lo stemma dell’ente assegnatario, su entrambe le fiancate esterne.

Il Ministero può effettuare verifiche anche in loco sull’attuazione del piano e sull’effettivo utilizzo delle risorse. L’ente beneficiario deve garantire l’accesso alla documentazione e l’assistenza necessaria.

Il monitoraggio avviene secondo il d.lgs. n. 229/2011; gli enti beneficiari devono relazionare annualmente sullo stato di attuazione del piano operativo.

Risorse finanziarie ripartite

L’allegato 1 quantifica le risorse complessive in:

  • euro 133.445.374,00 per il periodo 2019-2023;
  • euro 1.063.779.100,00 per il periodo 2024-2033.

Per il 2024-2033 risultano inoltre non assegnate euro 89.940.051,00, impegnate nel 2023 in vista della rimodulazione prevista per i quinquenni successivi. I CUP degli interventi sono riportati nella tabella 3 dell’allegato 1.

Efficacia

Il decreto acquista efficacia dalla data di comunicazione agli enti beneficiari dell’avvenuta registrazione presso gli organi di controllo.

Punti principali

Finalità e base normativa

Il provvedimento attua il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, istituito dalla legge n. 232/2016 e approvato con DPCM 17 aprile 2019. Si innesta sul decreto interministeriale n. 71 del 9 febbraio 2021, che ha ripartito le risorse per i quinquenni 2019-2023 e 2024-2033, e disciplina le modalità operative per il primo quinquennio.

Beneficiari e utilizzo delle risorse

I beneficiari sono le città metropolitane e i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, nonché le singole regioni nei casi previsti dal riparto. Le risorse possono essere utilizzate direttamente dall’ente o tramite altro soggetto individuato ai sensi del decreto n. 71/2021; è ammesso affidare la gestione delle gare anche all’attuale affidatario del TPL mediante convenzione, con richiamo ai vincoli di destinazione e reversibilità.

Spese ammissibili e tipologie di autobus

Le risorse finanziano esclusivamente l’acquisto di autobus per TPL, i relativi attrezzaggi previsti e le infrastrutture di supporto. Sono ammissibili l’IVA non recuperabile e, in via limitata, il leasing con obbligo di riscatto; sono escluse le spese amministrative di gara e contratto, le manutenzioni e i contenziosi. Sono fissate regole stringenti sulle alimentazioni: dal 2024 per l’urbano solo metano, elettrico e idrogeno; per l’extraurbano delle città metropolitane, metano o idrogeno. Per il periodo 2019-2023 restano alcune deroghe per diesel/ibrido con classe emissiva più recente, in casi specifici.

Erogazione, rendicontazione, vincoli e controlli

L’anticipazione è pari al 20% del contributo del quinquennio; ulteriori erogazioni possono arrivare fino al 90% sulla base di rendicontazione, con saldo finale del 10%. Il decreto dettaglia la documentazione richiesta per istanze, rendicontazioni e saldo, inclusi CUP, CIG, SAL, fatture e documenti di circolazione. Le economie di gara possono essere riutilizzate, ma se non riassorbite entro 12 mesi sono revocate; sono previsti vincoli di destinazione e reversibilità dei beni, verifiche ministeriali anche in loco, monitoraggio annuale e pubblicità sui mezzi finanziati.

Come è indicizzato

Materietrasporto pubblico localefinanziamenti e contributiopere pubbliche e infrastrutturemotorizzazionepnrr

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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

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